Il tango triste dei desaparecidos

Il teatro, investito del valore civile, ancora una volta, diventa un'occasione per dare spazio alla memoria e raccontare dei drammi e delle tragedie della storia; così al teatro Verdi, la compagnia La Casa dai Racconti ha messo in scena «Tango», lo spettacolo di Francesca Zanni nato dall'urgenza di vestire di poesia il triste capitolo dei desaparecidos argentini. Crescenza Guarnieri e Rolando Ravello raccontano sul palco le loro personali vicende lasciando scorrere parallelamente fiumi di parole che, alla fine, trovano un punto di incontro. E proprio sulle note di un tango argentino che i due protagonisti intersecano i loro destini. Come un «Paesaggio con gru»: un'immagine esplicita che evoca un cantiere sempre in attività e in fermento, così come la sala di via Pastrengo che, dopo aver ospitato «Previsioni», la rassegna delle giovani proposte della scena milanese, seguito da «Lombardia Edge Festival», prosegue la sua programmazione in nome dell'arte. Dopo «Tango», in scena fino al 9 novembre, Farneto Teatro in collaborazione con la compagnia di casa, il Teatro del Buratto, offre la messinscena di «Antigone», spettacolo che sotto la direzione dell'autore, nonché direttore della Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi Maurizio Schmidt, conclude la trilogia dei classici dopo «Cassandra» e «Medea». Una sintonia artistica, quella che lega Schmidt al Teatro Verdi, maturata negli anni e dimostrata anche dall'allestimento di Elektra, lo spettacolo dedicato ad Eleonora Duse, scritto e diretto dal direttore della Paolo Grassi. A novembre, «Le Serve di Virginia» per la regia di Gabriele Calindri, mentre in prima milanese Gianfranco Berardi sarà protagonista e autore di «Briganti». Intervallata dai numerosi appuntamenti sia in prima milanese, sia in prima nazionale di spettacoli di teatro visuale, inseriti nel Festival If, come il belga «Twin Houses» o «Teatro deluso» della compagnia tedesca Famile Floz, la stagione prosegue a marzo con «Santa Lucia della Bella speranza» seguito dalla prima milanese di «Misterioso concerto», un legame intenso tra parola, suono, movimento. «Deserto nero», in prima nazionale, in scena ad aprile è il progetto di Jolanda Cappi e Renata Coluccini sviluppato attorno alla tematica, non così frequentata, del genocidio armeno.