Tania Cagnotto: "Pellegrini e Marin? Roba patetica, no gossip in piscina"

La tuffatrice azzurra: "Se la popolarità è questa, preferisco restare sconosciuta". Poi sulle Olimpiadi: "Della Cina si sapeva tutto da anni: ora si vada e basta. Un podio sarà come una vittoria"

Torino - Una ragazza normale che detesta gli eccessi. Ecco chi è Tania Cagnotto, già due volte campionessa europea dalla piattaforma dei 10 metri ma soprattutto due volte bronzo ai Mondiali dal trampolino dei tre. Ai Giochi di Pechino della prossima estate firmerebbe per salire sul podio di quest'ultima specialità «perché le cinesi (Guo Jingjing e Wu Mingxia, ndr) restano inarrivabili, a meno che non succeda qualcosa di impensabile». In questi giorni è a Torino, dove da venerdì a domenica si disputeranno gli Assoluti.

Partiamo proprio da Pechino, visti i recenti fatti di cronaca: lei da che parte sta?
«Da quella della logica. Di questi problemi si sapeva da anni: possibile che si debba aspettare adesso per parlarne? Se si è deciso di assegnare i Giochi alla Cina, si vada e basta: noi siamo atleti, non politici».

Lo sport serve però da sempre come cassa di risonanza per portare alla luce altri problemi.
«Non discuto la necessità di affrontare il tema dei diritti umani, ma le Olimpiadi sono un fatto di sport a tale devono rimanere. Io e i miei colleghi pensiamo a fare il meglio che possiamo nelle rispettive discipline: il resto non ci compete, almeno non in questo momento».

Pechino sarà la sua terza tappa olimpica: cosa le resta delle prime due?
«La meraviglia della prima, quando avevo solo 15 anni e Sydney mi pareva il paese dei balocchi. E un po' di delusione nella seconda, quella di Atene: non tanto per il risultato visto che ero arrivata in finale come mi ero prefissa, quanto per l'atmosfera che non mi aveva davvero coinvolto».

I prossimi saranno i Giochi della maturità, allora.
«Mi aspetto la perfezione assoluta dal punto di vista organizzativo e sogno una medaglia, certo. La piscina dove gareggeremo è spettacolare, l'abbiamo già sperimentata in Coppa del Mondo ed è un sogno: sembra di essere dentro un enorme acquario, non c'è nulla che vada migliorato. Per quel che mi riguarda, salire sul podio rappresenterebbe il mio oro».

Davvero essere figlia d'arte e allenarsi tutti i giorni con una leggenda come suo padre non le è mai pesato?
«Sì. Io mi tuffo perché mi è sempre piaciuto, non per emulare o battere papà. A dire il vero, non so nemmeno così tanto dei suoi risultati».

Continua a divertirsi anche allenandosi sei ore al giorno tra palestra e piscina, ripetendo all'infinito sempre gli stessi gesti?
«Se non fosse così, sarebbe giusto smettere. È però vero che rispetto a qualche anno fa il tuffarsi è diventato ormai un lavoro e lo stress è aumentato: bisogna rispettare le aspettative e, aumentato il livello della concorrenza, serve sempre spostare l'asticella più in alto. Non è facile».

Mai pensato di ricorrere all'aiuto di uno psicologo, come per esempio ha fatto Rocca nello sci?
«No. Riesco a gestirmi al meglio, soprattutto in gara. La tensione mi trasmette sensazioni positive: sbaglio più in allenamento che in gara. Devo migliorare nella tecnica, non nella testa».

Fino a quando ha intenzione di tuffarsi?
«Almeno fino a Londra 2012, poi vedremo».

Se le chiedessero un parere sul portabandiera italiano a Pechino?
«Dico Valentina Vezzali. Ha vinto tutto e più volte: per me il merito sportivo viene prima di ogni altra cosa».

Dovesse vincere una medaglia olimpica, ci sarebbe da aspettarsi un'esplosione di popolarità: la spaventa la cosa?
«Un po' sì e un po' no. Sono e intendo rimanere una ragazza normale, non amo il gossip e le copertine scandalistiche».

L'ambiente delle piscine ha però proposto recentemente storie da soap con protagonisti la Manaudou, Marin e la Pellegrini.
«Non mi è piaciuto nulla di quanto accaduto. Sinceramente, ho trovato il tutto abbastanza patetico: se questo è il prezzo della popolarità, preferisco rimanere sconosciuta».

Francesco Dell'Uomo, il suo fidanzato tuffatore che ha appena vinto il bronzo europeo nella piattaforma dai 10 metri, la pensa come lei?
«Certo. Si vive bene anche senza mettere in piazza i propri affetti».