Tanta ecologia e «low cost» alla festa delle due ruote

Rho (Milano)Ogni Salone internazionale che si rispetti lascia sempre qualche motivo di riflessione. E la 66ª edizione dell’Eicma non si sottrae certo a questa consuetudine. Rispetto a quelli del recente passato che vivevano in un clima di euforia, questo ha lasciato più spazio alle analisi, perché è capitato proprio nel mezzo di un periodo poco felice per l’economia mondiale. Il mercato sta cambiando e questo Salone sembra avere posto le prime basi per il cambiamento. Se da un lato non sono mancate, anche perché non avrebbero potuto, le proposte più performanti e tecnologiche, le supersportive più veloci che servono da traino a molte case, giapponesi in testa, molto si sta facendo nel campo del low cost. Chi ha girato tra i padiglioni si sarà reso conto che rispetto a solo 12 mesi fa è mancata l’invasione di produttori cinesi, in grado di proporre scooter e ogni altro prodotto a poche centinaia di euro. Alcuni di questi hanno raggiunto il loro scopo, hanno trovato importatori diretti, disposti a commercializzare questi veicoli dal prezzo d’assalto, senza preoccuparsi di adeguarli ai nostri standard. Altri, invece, hanno avviato collaborazioni più solide, fungendo da base per la produzione con costi controllati, ma con una supervisione tecnica tutta italiana. Gli esempi sono ormai numerosi, si va da marchi recenti, come Wt Motors, un’azienda marchigiana che ha trovato un partner importante per realizzare tra l’altro il maxiscooter Miami, un 250 in vendita a meno di 2mila euro, e un quad, una moto a quattro ruote a trazione elettrica, e nome affermati. Come Garelli, che per il suo ritorno in grande stile ha scelto di effettuare i preassemblaggi in Oriente e spedire i veicoli in Italia per il montaggio definitivo e il collaudo. Ai due primi 50, il Tiesse e il Flexì, all’Eicma sono stati mostrati i progetti per il prossimo futuro, Xò 125 e Gsp 50, che alla nostra tecnologia uniscono anche lo stile made in Italy.
Ma se il low cost si sta diffondendo sempre più tra i modelli alla base della piramide delle due ruote a motore, arrivano sempre più segnali di richieste di veicoli dalle caratteristiche più sostanziose. In pratica quelle medie cilindrate essenziali, non per questo povere, che sono state a lungo emarginate da un mercato che assorbiva solo il meglio. Così se è possibile acquistare un ciclomotore con meno di 1.000 euro e un maxiscooter a non più di 2.500, cresce la domanda di vere moto che si possano portare a casa con non più di 6.500 euro. L’identikit di questi modelli, già presenti, o disponibili tra breve nei listini di Kawasaki, Suzuki, Honda e Yamaha hanno caratteristiche simili: motori non esasperati ed equipaggiamento standard, ma con stili attuali, facili da guidare e che in nessun caso diano l’impressione di essere veicoli poveri.
I segnali di interesse per le nuove linee di prodotto non sono comunque mancati. Lo testimonia la presenza di numerosi prototipi che, viste le esperienze recenti, hanno semplicemente il ruolo di anticipare di poco l’arrivo di nuovi modelli. Nel recente passato è accaduto con le concept bike che hanno preceduto l’arrivo della Suzuki B-King, dell’Honda Dn-01 e della Yamaha VMax. Ecco allora che anche il manichino della V Four Honda, estremamente futuristico, potrebbe anticipare molto più che il semplice rilancio del motore quattro cilindri a V tanto caro al costruttore nipponico. E non è pertanto da escludere che la futura Vfr possa avere forme molto vicine a quelle che oggi sembrano uscite da un fumetto di fantascienza. Ancora più vicino è il futuro per quanto riguarda le soluzioni alternative alla classica alimentazione a benzina. A cominciare dall’ibrido, che il gruppo Piaggio ha già pronto per equipaggiare più di un modello. Ma la tecnologia è in avanzata fase di sviluppo anche in Malaguti e in Peugeot. I francesi hanno mostrato l’idea particolare di costruire un tre ruote coperto, spinto da un motore 125 con compressore volumetrico dotato di una potenza quasi doppia rispetto alla media della categoria, e due motori elettrici integrati nei mozzi delle ruote anteriori.