Tante «battaglie quotidiane» per gli aspiranti mattatori

«Alla prima forse verrà anche Pupi Avati». La voce si sparge subito tra i 40 allievi diplomandi dell’accademia nazionale di arte drammatica «Silvio D'Amico» e fa crescere la voglia di dare il meglio nel doppio spettacolo Camere da letto... e altri luoghi. Manca poco al debutto (questa sera al teatro studio Eleonora Duse, la regia è firmata da Massimiliano Farau) in quello che è il saggio più importante del triennio, meglio noto come «il provinone», ma nei volti dei ragazzi, tutti tra i venti e i venticinque anni e provenienti da ogni regione d'Italia, non c’è traccia di ansia da prestazione. A Camere da letto lavorano da febbraio e, ad assistere alle prove, l’avvio della preparazione sembra risalire a ben prima. A giugno, poi, li attende il debutto al teatro di Tor Bella Monaca con La cucina di Arold Wesker, per la regia di Armando Pugliese. «La memoria non è più un problema da un pezzo - racconta Jessica Ugatti, veronese -. Solo all’inizio può esserci qualche incertezza, ora siamo talmente dentro i personaggi che il dialogo scaturisce naturale». «Difficile è il lavoro di immedesimazione e immaginazione - aggiunge Claudia Benassi - che ti permette di recitare per una decina di minuti facendo sì che la tua scena sia parte di un tutto». Ogni diplomando, infatti, è impegnato in sketch della durata media di un quarto d’ora assieme a un compagno (protagonisti dell’antologia di scene sono infatti coppie di coniugi o amanti, più o meno compatibili). Ciascun «quadretto», ambientato in una camera da letto nel primo spettacolo (in scena oggi e domenica) e in spazi diversi in Altri luoghi (in scena domani e lunedì, mentre entrambi verranno rappresentati il 4 e 5 maggio), contribuisce a delineare aspetti anche assai poco romantici di vita amorosa, così come è narrato in 22 testi di autori contemporanei. Non manca la rappresentanza italiana, con Alberto Moravia, Goffredo Parise e Spiro Scimone. «Max - racconta riferendosi al regista Francesca Romana Scartozzi, protagonista del moraviano Angelo dell’informazione - ha proposto ruoli il più possibile vicini alle corde di ciascuno. Ci ha consentito così di evidenziare le nostre abilità, ad esempio due di noi danno vita a un piccolo musical». «Sono 23 scene di battaglia quotidiana - spiega Farau, diplomato nel ’93 in regia -, quadri di amori, litigi, tradimenti, rimembranze. Richiedono una grande capacità di ascolto tra chi è in scena». Via Vittoria 6. Ingresso su prenotazione allo 06-36000151.