"Tante offese, ma io pidiellina non mi vergogno"

Silvia Maltoni, classe 1975, era candidata alle comunali nella lista Pdl
ed è presidente dell’associazione giovanile "1535t". E rivolge un
appello generale ad "abbassare i toni" a nome "di tutti i ragazzi che
vogliono fare politica in città e non se ne vergognano"

«Diteci no grazie, ma non insultateci». Silvia Maltoni, classe 1975, era candidata alle comunali nella lista Pdl ed è presidente dell’associazione giovanile «1535t». E rivolge un appello generale ad «abbassare i toni» a nome «di tutti i ragazzi che vogliono fare politica in città e non se ne vergognano».
Con chi ce l’ha?
«Non me la prendo solo con i militanti del centrosinistra, siamo continuamente aggrediti e insultati perchè distribuiamo volantini davanti alle chiese o nei parchi, e il più delle volte si tratta di over 50. Al parco di Trenno una signora mi ha rincorsa e voleva chiamare i vigili perchè diceva che le cose scritte ne manifesti sono false. Sono preoccupata».
Perchè?
«Se i toni rimangono così alti, temo che prima di venerdì e del silenzio elettorale, dalle parole passeranno alle mani».
Ieri cos’è successo?
«Eravamo tanti ragazzi, molti di Cl, a volantinare fuori dalle chiese. Io sono stata in zona Mecenate. Le assicuro che lo facciamo con il sorriso, non insistiamo».
Però?
«Tanti insulti e mi gridavano “vergognati“. Stesso trattamento agli altri ragazzi sparsi un pò in tutti i quartieri. Di cosa mi devo vergognare? La gente può pensarla in modo diverso ma la nostra generazione vuole partecipare a una svolta, c’è molta voglia di impegnarsi per la città. E vorrei ricordare che siamo volontari che la domenica stanno svolgendo un servizio pubblico, informare i cittadini dei programmi elettorali dei candidati».
Lei era schierata nella lista del Pdl con la Moratti.
«Ho scelto di metterci anche la faccia in politica, ma dico basta a questi toni anche in un’altra veste. Da cinque anni sono anche la presidente di un’associazione giovanile apartitica e apolitica che cerca di dare la possibilità ai ragazzi dai 15 ai 35 anni di essere ascoltati e coinvolti attivamente da parte delle istituzioni nelle decisioni che riguardano anche il loro futuro, dalla scuola al lavoro, la famiglia, l’ambiente. Dal consiglio comunale avrei portato avanti la nostra “battaglia“».
Qualche punto del programma?
«Voucher per il pediatra, per gli asili nido, progetti per aiutare in modo concreto le famiglie milanesi».
É una lezione a chi associa i giovani solo alla movida?
«Abbiamo idee e vorremmo più spazio. E ci ribelliamo garbatamente a chi ci offende perchè non ci vergognamo di esprimerle».
ChiCa