Dopo tante parole, le istituzioni preferiscono «marinare» la piazza

Il corteo di ieri pomeriggio per la celebrazione del decennale del G8 è stato il manifesto delle previsioni catastrofistiche non rispettate e delle promesse politiche non mantenute. Nelle ultime settimane, e in particolare negli ultimi giorni, le dichiarazioni delle istituzioni, delle forze dell'ordine e dei comitati organizzatori non avevano creato un clima particolarmente disteso, anzi, in alcuni casi si era arrivati al muro contro muro che avrebbe potuto far pensare al peggio per il corteo di ieri pomeriggio. Ciò che ha fatto sorridere è stato il tam tam di dichiarazioni rilasciate dalle istituzioni, soprattutto dal sindaco Marta Vincenzi, che non ha perso occasione per schierarsi al fianco dei manifestanti, «benedicendoli» come parte giusta in contrapposizione ad una parte sbagliata, rappresentata soprattutto dalle forze dell'ordine.
Al di là delle polemiche che giocoforza si sono sollevate a cause di queste dichiarazioni, l'aspetto più curioso è stato che, dopo tutto questo parlare, in piazza chi c'era a rappresentare le istituzioni? Nessuno. A parte il consigliere provinciale dei Verdi Angelo Spanò, schieratosi dietro lo striscione «No Gronda» (si tratta però di un caso che fa storia a sé visto che il consigliere in questione è sempre stato presente ad ogni iniziativa dei «No Gronda»), nessun politico rappresentante delle istituzioni locali ci ha infatti voluto mettere la faccia.
Eppure l'appuntamento era importante, il più importante nell'arco delle manifestazioni organizzate in questa settimana, il più dibattuto, spesso anche a sproposito, il più pubblicizzato ma nonostante ciò è rimasto solo il più disertato. Fossimo a scuola quest'assenza avrebbe il sapore di quelle fatte su misura per evitare un compito in classe, la bella giornata, inoltre, potrebbe avvallare la tesi della più classica delle «bosse» consumata a Nervi o in qualsiasi altro angolo di Riviera.