Tanti applausi ma nessun punto per il Frosinone a Torino

Sconfitti di misura nella storica trasferta in Piemonte i ragazzi di Iaconi si preparano ad affrontare il Lecce

Bravi, anzi, bravissimi. Meritano l’applauso i ragazzi del Frosinone, che hanno ieri affrontato a Torino la Juventus senza timori reverenziali. La sconfitta di misura (fra l’altro per un gol viziato da un fuorigioco di partenza dell’autore stesso, Alex Del Piero) stavolta non pesa come in altre occasioni. Perché la soddisfazione di aver giocato sul campo del club più blasonato vale un’emozione da raccontare ai posteri. Così il sogno dei gialloblù, che ieri sera si è infranto sul destro dell’attaccante più prolifico della storia bianconera (200 reti), non svanisce col ritorno a casa dei 1.300 che hanno seguito la squadra in Piemonte, né evapora in Ciociaria, perché i dipendenti del Cavalier Maurizio Stirpe, presidente umile e serio manager debuttante nel football che conta, hanno dimostrato di essere all’altezza della Juve.
Che l’impresa fosse titanica l’avevano previsto i bookmaker (che davano la vittoria di Antonioli e dei suoi a 32!) e immaginato un po’ tutti nel Basso Lazio, al punto che l’unica speranza nei bar sport era quella di non subire un’umiliante goleada. Invece è andata meglio del previsto contro una formazione che comunque non perde in casa dal 29 ottobre 2005 e che da allora, inclusa quella di ieri, conta 25 vittorie e 11 pareggi. «Qui la sconfitta ci può anche stare», è stato il primo commento un po’ di tutti al rientro negli spogliatoi. Dove l’unico leggermente adirato è sembrato essere il folletto Di Nardo, il migliore della formazione laziale, forse infastidito dalla sostituzione arrivata dopo poco più di un’ora di gioco. Stavolta c’è mancato poco che la storia ci riproponesse un Davide che affossa Golia, e sarebbe stato bello raccontarla. Peccato, non è andata così, ma in Ciociaria si guarda avanti: mercoledì al «Matusa» si recupera la sfida col Lecce. Un avversario decisamente più alla portata dei canarini.