Tanti auguri Bob Dylan, vecchio genio (ex) eroinomane

Dagli artisti della Bbc spunta un nastro con un'intervista del '66: "Ero tossicodipendente e pensavo al suicidio"

Milano - All’inizio degli anni Sessanta, Bob Dylan era eroinomane. È quanto emerge da una serie di registrazioni del 1966 trasmesse per la prima volta stamane alla radio dalla Bbc, nelle quali il cantante di Mr Tambourine Man rivela inoltre di aver pensato al suicidio quando la gente aveva iniziato a definirlo un genio. «Ho sconfitto la dipendenza dall’eroina a New York City - dice a un tratto il musicista, che oggi compie 70 anni -: sono stato molto, molto fatto per un po’, cioè, davvero fatto. Ma ho sconfitto l’abitudine. Spendevo 25 dollari al giorno in eroina, ma poi ho smesso». Voci di un presunto vizio del menestrello del Minnesota erano già circolate in passato, ma secondo Mick Brown, un giornalista del Daily Telegraph che lo ha intervistato diverse volte, lui non le aveva mai confermate così apertamente. «È straordinario che ne parli in modo così candido», ha detto Brown alla Bbc.

Dylan fa le sue confessioni a Robert Shelton, il critico musicale che l’aveva scoperto nel 1961 e che nel tempo era diventato suo amico. Shelton aveva registrato l’intervista nel marzo del 1966 sul jet privato del cantante diretto da Lincoln, in Nebraska, a Denver. Dylan allora era una superstar mondiale, la voce di una generazione, acclamato per i suoi testi poetici e allo stesso tempo sociali, politici, filosofici. Ma dalle sue confessioni emerge anche una personalità che a fatica si adattava allo scrutinio pubblico e alle aspettative dei suoi fan. Riguardo ai suoi pensieri suicidi, il cantautore afferma: «La morte per me è niente. La morte per me non significa nulla finchè posso morire in fretta. Molte volte mi sono accorto che avrei potuto morire in fretta, che avrei potuto facilmente passare dall’altra parte. Ammetto di avere avuto tendenze suicide». E per essere un musicista ancora oggi sulla cresta dell’onda è eccezionalmente modesto quando parla delle sue doti. «Prendo tutto meno seriamente degli altri - dice -, so che non mi aiuterà ad andare in paradiso. Non mi tirerà fuori dalla fornace di fuoco dell’inferno. Non mi farà di certo vivere più a lungo e non mi farà felice». In un’altra intervista rilasciata il giorno seguente in un motel a Denver, Dylan si arrabbia mentre parla della gente che si approfitta di lui. «Sono stufo di far guadagnare soldi con il mio animo a questi individui subdoli. Se perdessi i denti domani, non me ne comprerebbero di nuovi. Se non è un promoter che ti truffa, è il box office, comunque qualcuno ci prova sempre», afferma.

Nel 1986 Shelton pubblicò No Direction Home, una biografia del cantautore statunitense che ora verrà ampliata e aggiornata con il contenuto delle registrazioni, dalle quali verrà anche tratto un film.