Tanti i dubbi che assillano i giovani sulla destinazione dei contributi in busta paga. Alcuni suggerimenti sui livelli di rischio a cui indirizzarsi «Tfr, il futuro si gioca sulle scelte di oggi» Attilio Ferrari, amministratore delegato di Arca sgr: «S

«La scelta che vedrà impegnati milioni di lavoratori in questo semestre sarà determinante per il loro futuro»: l’amministratore delegato di Arca Sgr, Attilio Ferrari, commenta così il bivio tra affidare il Tfr a un fondo pensione o lasciarlo in azienda.
Attualmente, soprattutto i giovani, non hanno una chiara percezione della pensione che riceveranno: lo scenario previdenziale è ancora avvolto in un alone di incertezza, ma dobbiamo tutti assumere consapevolezza che gli attuali tassi di crescita della popolazione attiva (cioè quella che lavora e versa con regolarità i contributi previdenziali) rispetto a quella non attiva, porterà il livello della pensione pubblica a circa il 40% dell’ultimo stipendio», prosegue Ferrari, ribadendo come «solo l’adesione a una forma di previdenza complementare permetterà di colmare il gap esistente tra la pensione pubblica e l’ultimo stipendio.
Con il Fondo Pensione Aperto, a differenza della scelta di mantenere il Tfr in azienda, il lavoratore può destinare, oltre al Tfr maturando, anche i propri contributi e quelli del datore di lavoro a una forma di effettiva gestione professionale del risparmio».
Dottor Ferrari, perché scegliere Arca?
«Nel 1998 Arca sgr è stata tra le prime istituzioni ad avere lanciato un Fondo Pensione Aperto in Italia, oggi detiene il fondo con il maggiore patrimonio netto ed è leader per numero di adesioni collettive. I lavoratori dipendenti possono quindi contare su un know how specialistico e una consolidata esperienza. Ecco i punti di forza della nostra offerta: 1) l’indipendenza, Arca garantisce l’assenza di conflitti di interesse e la tutela dell’aderente; 2) la multicontribuzione, che consente la suddivisione dei contributi tra le diverse linee di investimento; 3) con Arca previdenza aziende, il fondo studiato per soddisfare le esigenze delle adesioni collettive, il lavoratore può scegliere tra cinque comparti di investimento, il nuovo “Obiettivo tfr”. Quest’ultimo, che permette l’adesione anche dei lavoratori silenti, offre la garanzia del capitale, ossia di restituzione dei contributi versati, e una gestione tesa a realizzare, nel medio periodo, performance almeno pari a quelle del Tfr; 4) i costi di gestione di Arca Previdenza Aziende sono contenuti e inferiori ai livelli europei, che pongono all’1% la commissione omnicomprensiva di gestione; 5) i lavoratori e le aziende possono trovare tutta la consulenza e l’assistenza previdenziale presso i quasi 5mila sportelli bancari del network distributivo dei Fondi Pensione Arca; 6) è già disponibile il sito www.arcaprevidenza.it, la nuova bussola per orientarsi nella previdenza complementare e conoscere: la propria pensione futura, la normativa, i vantaggi di Arca Previdenza Aziende e il proprio portafoglio previdenziale».
Cosa consiglia ai giovani e a chi non vuole rischiare?
«La scelta del comparto deve essere effettuata in base alla propensione al rischio del lavoratore e al numero di anni mancanti al pensionamento. Proponiamo di utilizzare la multicontribuzione per destinare il Tfr al comparto garantito, facendo confluire i flussi del contributo datoriale e quello individuale a uno dei comparti a contenuto azionario. Nel tempo, il lavoratore dovrà provvedere ovviamente alla “manutenzione” delle scelte fatte di allocazione ai comparti con l’obiettivo di ridurre il grado di rischio e di consolidare le performances man mano che si avvicina alla pensione, trasferendo la propria posizione su comparti a minor contenuto azionario».
L’iniezione di liquidità assicurata dai fondi pensione darà un beneficio prolungato o di breve periodo a quotazioni già in corsa da 4 anni?
«I fondi pensione hanno benchmark europei e/o globali e la quota destinata ai mercati viene ripartita nel tempo in analogia agli investimenti rateali. I fondi pensione sosterranno, comunque, i volumi scambiati e le quotazioni delle aziende meritevoli. Di maggior rilievo l’impatto sul governo delle imprese. La presenza di investitori istituzionali di rilevanti dimensioni darà, infatti, forza e credibilità alla democrazia di mercato e al rispetto delle regole di buon governo delle società quotate».