Tanti insuccessi in politica e un premio Nobel per la pace

James Earl Carter, nato a Plains, Georgia, nel 1924, è stato il 39° presidente degli Stati Uniti e governò dal gennaio 1977 al gennaio 1981. Governatore della Georgia dal 1970, nel 1976 ottenne la nomination democratica e nelle elezioni sconfisse il repubblicano Gerald Ford (il vicepresidente di Nixon, a cui era subentrato dopo lo scandalo Watergate). La sua presidenza fu segnata da numerosi insuccessi, fra cui il più importante fu la rivoluzione iraniana del 1979 e la successiva cattura di 52 ostaggi Usa a Teheran. La crisi degli ostaggi, unita alla recessione economica, minò gravemente la sua popolarità, tanto che fu largamente sconfitto da Ronald Reagan nelle elezioni del 1980. Dopo la presidenza, Carter ha costituito una fondazione con cui partecipa attivamente a campagne per i diritti umani e per la democrazia e funge da mediatore in diversi conflitti. Per questo nel 2002 ha ottenuto il Premio Nobel per la pace.