La prima tappa per l’espulsione

I centri di permanenza temporanea per gli immigrati clandestini sono stati istituiti nel 1998 con la legge Turco Napolitano, rispettivamente ministro delle Politiche sociali e ministro dell’Interno del governo Prodi allora in carica, e sono stati «recepiti» nella normativa attualmente in vigore, la legge Bossi Fini. I centri (in Italia ne esistono dodici, ai quali si aggiungono due centri di permanenza temporanea e accoglienza) ospitano gli immigrati in attesa di espulsione, quelli che senza documenti e quelli in attesa di identificazione. Secondo le norme in vigore, lo straniero che viene portato in un Cpt deve essere trattenuto «con modalità tali da assicurare assistenza e pieno rispetto alla sua dignità» e per un periodo non superiore a 60 giorni (con la Turco Napolitano il limite era di 30 giorni). La legge Bossi Fini ha anche istituito i centri di identificazione, che si trovano negli stessi Cpt, nei quali vengono trattenuti gli stranieri che hanno chiesto asilo politico nel nostro Paese.