Tappa dopo tappa un piano di lavoro per la Federazione

Cari amici, prima di Natale ho lanciato la proposta di una nuova Federazione che sia in grado di allargare gli attuali confini della Cdl, di unire in un solo schieramento tutte le forze riformiste, democratiche, liberali,cattoliche e moderate, laiche e socialiste che si sono riconosciute nell’esperienza politica del governo Berlusconi, ma anche quelle che non ne hanno preso parte e che oggi sentono come opprimente l’egemonia della sinistra.
Per nascere una Federazione ha bisogno di obiettivi da perseguire, di una tempistica precisa, di un percorso lungo il quale incamminarsi assieme per affrontare e sciogliere i nodi programmatici e organizzativi. Allora quali possono essere gli obiettivi di programma e quali le tappe organizzative della mia proposta?
1) Dare finalmente via libera al confronto in Parlamento e nella città di Roma sulle proposte legislative in attuazione degli art. 114, 116 e 118 della Costituzione dove vengano fissati il ruolo delle Città metropolitane e l’ordinamento di Roma Capitale. Se davvero crediamo che la nostra città possa giocare un ruolo da protagonista sullo scenario delle grandi capitali europee non possiamo accettare che venga amministrata con criteri che la fanno assomigliare ad una Capitale di rango inferiore. Occorre fissare una cornice normativa dove sia garantita a Roma l’irrinunciabile vocazione di grande Capitale, strettamente collegata alla sua Regione e alle Province; 2) Promuovere un dialogo forte con i mondi dell’impresa, del lavoro, della cultura, delle famiglie del volontariato, del no profit, del terzo settore; la nuova Federazione dovrà affondare le radici in quel ceto medio e popolare che oggi sembra aver perduto il suo riferimento politico, il suo rappresentante nelle pubbliche istituzioni, il difensore dei suoi interessi legittimi; 3) Lavorare per un progetto a difesa delle piccole e medie imprese che dovranno essere sostenute nella riqualificazione dei processi e dei prodotti industriali e nello sforzo competitivo; 4) Stabilire un tavolo sociale con le forze del lavoro dipendente, del lavoro autonomo, delle professioni e della categorie, anche in vista delle riforme in materia previdenziale, del welfare comunity, della sanità e di liberalizzazione dei servizi pubblici locali; 5) Avviare una grande sfida culturale per i giovani, a partire soprattutto dalla scuola, che dopo l’azzeramento della Riforma Moratti, rischia di precipitare nel più totale abbandono; 6) Condividere con tutte le forze imprenditoriali, culturali e sociali un confronto sullo sviluppo urbanistico della Capitale alla luce del nuovo PRG che dovrà diventare un fattore di sviluppo e non ingessare la Città.
Questi sono solo alcuni, pochissimi, punti ai quali altri potranno aggiungersi, come quello del turismo e delle nuove comunicazioni; del commercio e dell’artigianato; di un’agricoltura di qualità; dell’infrastrutturazione della Regione; del destino di Alitalia e del futuro di Fiumicino.
Ma una Federazione per nascere deve avere chiari i tempi, le tappe. Noi proponiamo un tavolo aperto di confronto, all’interno dei singoli partiti e tra i partiti per scrivere assieme un Manifesto pubblico di intenti che ci introduca nei nostri singoli congressi comunali e provinciali e ci permetta già lì di discutere del nuovo soggetto per formulare delle mozioni comuni nelle nostre assemblee congressuali; federare i gruppi politici ai diversi livelli istituzionali, del Comune, della Provincia e della Regione mantenendo ciascuno la propria autonomia ma cercando di esaltare la collegialità e di moltiplicare i momenti della codecisione su temi di particolare rilevanza per la nostra Città e Regione, facendo valere nelle nostre scelte il principio della maggioranza qualificata; e poi arrivare dopo la fase congressuale ad un’Assemblea costituente della Federazione, per scrivere il primo Statuto e fissare alcune regole condivise che ci aiutino a vivere il momento politico ma anche quello elettorale secondo le ragioni dell’unità. Roma è un laboratorio politico per eccellenza. Qui è nata la stagione di Rutelli, qui si è radicato il veltronismo. Non vedo perché non possa nascere a Roma, città moderata per eccellenza, qualcosa di centro e di centrodestra.
(*) Coordinatore regionale di Fi del Lazio e Commissario per la Città di Roma