Le tappe di una battaglia che non ha portato a nulla

da Milano

Nel 1999 il governo D'Alema indice la gara per l’assegnazione delle frequenze per la trasmissione su scala nazionale sulla base di un disciplinare di gara che assegna più importanza ai piani di sviluppo presentati dai concorrenti piuttosto che alla realtà esistente.
Europa 7 è l'unica emittente in concorso che non ha una propria rete di trasmissione. È coordinatrice di un circuito di emittenti locali.
Grazie al progetto editoriale immaginato in sede di gara, Europa 7 si aggiudica l'ottavo posto. Le tre reti Mediaset risultano le prime della graduatoria, seguite da Tele Montecarlo e Tele +.
Europa 7 chiede per via giudiziaria allo Stato italiano l’assegnazione delle frequenze. Se le venissero concesse gratuitamente sarebbe un caso unico: tutte le altre tv esistenti, Mediaset compresa, hanno acquistato le proprie frequenze sul mercato. Nessuna emittente che ha partecipato alla gara si è vista assegnare frequenze dallo Stato.
I giudici del Tar del Lazio, con sentenza passata in giudicato, hanno respinto il ricorso di Centro Europa 7 contro l’abilitazione a trasmettere di Rete 4 stabilendo, tra l’altro, che anche un eventuale annullamento di tale abilitazione non avrebbe per conseguenza l’assegnazione delle frequenze a Europa 7.
Il Consiglio di Stato ha già ritenuto inammissibile la domanda di assegnazione di frequenze di Europa 7, quindi non potrà emettere provvedimenti relativi alle frequenze, bensì soltanto condannare il ministero delle Comunicazioni al risarcimento del danno.
Il giudizio della Corte Europea del gennaio scorso non ha nulla a che vedere con la legittimità di Rete 4. Quindi la sentenza non ha alcun effetto per quanto riguarda le frequenze di Rete 4 stessa.
Il legislatore italiano, a partire dalla l.66/2001 (legge Amato), ha stabilito che il riordino dell’etere avverrà con la transizione al digitale terrestre. Già quattro nuovi soggetti sono entrati nel mercato.
Europa 7, oggi, non ha più titolo per l’assegnazione di frequenze. La sua concessione è scaduta nel 2005 e, al contrario di tutte le altre concessionarie, non ha allestito alcuna rete digitale, perdendo per questo il diritto alla proroga.