Le tappe della spy-story McLaren-Ferrari

Il primo febbraio Nigel Stepney, all’epoca capo
meccanico della Ferrari, dice di essere aperto a offerte di team rivali dopo aver espresso
malcontento per i cambiamenti seguiti alle dimissioni del direttore tecnico Ross Brawn. A giugno la Ferrari intraprende un'azione legale contro di lui. La vicenda tappa per tappa

Londra - La McLaren compare oggi davanti al Consiglio mondiale della Fia per la seconda udienza sul caso di presunto spionaggio ai danni della Ferrari da parte della scuderia britannica. Ecco le tappe chiave della vicenda:

1 febbraio Nigel Stepney, all’epoca capo meccanico della Ferrari, dice di essere aperto a offerte di team rivali dopo aver espresso malcontento per i cambiamenti seguiti alle dimissioni del direttore tecnico Ross Brawn. Stepney viene trasferito dal team di gara.

21 giugno Ferrari intraprende un’azione legale contro Stepney a Modena. Tre giorni dopo, Stepney accusa la Ferrari di una campagna infamante contro di lui.

3 luglio McLaren sospende il capo progettista Mike Coughlan, dopo che - a seguito di una perquisizione - sono state trovate in casa sua informazioni confidenziali sulla Ferrari. Il team di Maranello annuncia di aver intrapreso un’azione legale contro Stepney per il furto di informazioni tecniche. Stepney nega ogni addebito.

4 luglio McLaren dice che nessuna delle informazioni della Ferrari sono state usate sulle sue auto e invita la Federazione automobilistica internazionale a un esame approfondito.

6 luglio Honda conferma di essere stata contattata per un lavoro da Stepney e Coughlan ma che non hanno offerto alcuna informazione sulla Ferrari.

10 luglio Il legale della Ferrari dice all’alta corte londinese che Coughlan si è comportato "in modo vergognoso" copiando i documenti Ferrari. Un portavoce della Ferrari rivela che il caso si basa su due hard disc contenenti 780 pagine di informazioni Ferrari.

11 luglio Coughlan fornisce alla Ferrari un affidavit (una dichiarazione giurata). Il team si accorda per non rivolgersi alle autorità italiane.

12 luglio La Fia incrimina la McLaren e convoca i suoi rappresentanti per una riunione straordinaria del Consiglio mondiale presso la Fia a Parigi il 26 luglio. McLaren si definisce "estremamente delusa".

16 luglio McLaren emette un comunicato per sottolineare che nessuno del team sapeva prima del 3 luglio che Coughlan aveva informazioni sulla Ferrari.

26 luglio Il Consiglio mondiale giudica McLaren colpevole di possesso non autorizzato di informazioni Ferrari, ma non impone sanzioni perché sostiene che manchino le prove che la scuderia ne abbia tratto beneficio.

31 luglio La Fia fa ricorso contro il verdetto del Consiglio dopo le proteste delle federazione italiana. Viene fissata la data del 13 settembre.

5 settembre La Fia dice di avere nuove prove, cancella l’udienza di appello e riconvoca invece il Consiglio mondiale per la stessa data.

7 settembre La Fia diffonde copia della lettera inviata ai piloti McLaren, ammonendoli che rischiano "serie conseguenze" se non produrranno alcuna prova scritta di cui sono a conoscenza e assicurando loro che non rischieranno azioni legali se coopereranno.

8 settembre I magistrati italiani fanno visita ai paddock McLaren al Gran Premio di Monza e avvisano che il management è sotto inchiesta.

13 settembre Seconda udienza del Consiglio mondiale a Parigi.