Tappeti per meditare e da vedere

Ancora due giorni per visitare «Territori di contemplazione», mostra di tappeti-preghiera contemporanei che sono stati pensati dall’architetto e designer Tarshito.
È dagli inizi della sua attività che questo artista inventa funzioni e categorie di oggetti capaci di indurre ritualità e lo fa attraverso la tecnica della meditazione, appresa durante i suoi numerosi viaggi in India. È proprio durante uno di questi viaggi che è nata la collezione di tappeti esposta al «With Tarshito studio». «Trovai un luogo operoso dove molti tibetani lavoravano a realizzare tappeti - racconta Tarshito -. Era una cooperativa di artigiani i cui introiti servivano a supportare i rifugiati tibetani. Mi organizzai subito con matite, compasso, colori, candele e incensi nella mia camera d’albergo trasformata in studio, nacquero sette progetti "Tappeti della trasformazione"». Il perché di questa definizione salta all’occhio quando ci si trova di fronte alle sue creazioni: gli animali rappresentati con tutta la loro simbologia si tramutano in altro. La tigre si apre a vaso attraverso la coda, il pesce si trasforma in suono, la tartaruga porta sulle spalle la casa divina.
Come sua abitudine Tarshito adotta materiali e simboli che appartengono a culture antiche, ma li utilizza per plasmare qualcosa di nuovo, che aderisce al presente e vuole contribuire a costruire il futuro.
Territori di contemplazione, via San Calocero 27, ingresso libero, ore 17-24