IL TAR BLOCCA IL COMUNE

Doppia stangata del Tar Lombardo a Palazzo Marino. Bloccata sia la cessione del 33 per cento di Sea sia la vendita del palazzo di piazzale Dateo con alloggi popolari in pieno centro da moltiplicare acquistandone e ristrutturandone molti di più in periferia.
Come previsto il Tar si è pronunciato sulla richiesta di sospensiva presentata dalla Provincia. Un ricorso accolto «parzialmente» sulla gara bandita dal Comune per collocare una quota di azioni della società che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa. L’avvocato Riccardo Maia dello studio Angiolini, uno dei legali della provincia, spiega che «... per conoscere il contenuto dell’ordinanza e le motivazioni bisognerà attendere domani (oggi, ndr). Noi avevamo impugnato l’atto sia per la riapertura del bando di gara, sia per il maxidividendo. È quindi possibile che l’accoglimento parziale di richiesta della sospensiva sia dovuto al fatto che il Tar ci dà ragione su uno dei due termini. In ogni caso l’ordinanza rende estremamente difficoltosa per il Comune la procedura di vendita della quota prima del 13 marzo, data fissata per la distribuzione del maxidividendo ai soci».
Tutto fermo dunque. E sempre più un miraggio la speranza del sindaco Gabriele Albertini di incassare gli almeno 600 milioni di euro dell’asta da destinare alle grandi opere come la linea 4 della metropolitana, il canale Scolmatore che eviterebbe a Niguarda di finire sott’acqua a ogni pioggia e la Città delle culture.
«Il vizio essenziale - spiega l’avvocato Maia - è che il 21 dicembre, dopo che la gara è andata deserta, il Comune ha fatto deliberare a Sea il dividendo straordinario di 200 milioni di euro, per poi tentare di continuare la gara solo tra quei soggetti che si erano dichiarati interessati prima della deliberazione del dividendo. Secondo noi la deliberazione del dividendo straordinario è un elemento che cambia i connotati della gara e quindi il Comune avrebbe dovuto aprire la vendita ad altri soggetti, non limitandola ai 4 originari». Oggi se ne saprà di più.
Esito simile per piazzale Dateo. Semaforo rosso del Tar alla vendita dopo il ricorso presentato da alcuni sindacati degli inquilini. «Anche se non conosciamo ancora il testo - spiega ancora Maia - l’assunto centrale dell’ordinanza è che quello è uno stabile vincolato a edilizia residenziale pubblica». L’udienza di merito presumibilmente prima dell’estate. Vanificata, perciò, l’apertura delle buste con le offerte d’acquisto prevista per mercoledì 15 marzo.
Durissima la reazione di Palazzo Marino. «Centocinquantasette alloggi invenduti e 500 appartamenti di edilizia popolare da acquistare e ristrutturare per assegnarli in tempi brevi a famiglie con anziani e disabili, bloccati dal sindacato degli inquilini - attacca il vicesindaco Riccardo De Corato -. Questo il risultato della battaglia che i sindacati hanno fatto davanti al Tar e che è stata avallata dal centrosinistra. L’unica cosa certa è che il 15 marzo avremmo dovuto vendere 157 appartamenti a piazzale Dateo e con il ricavato acquistarne 73 di Edilizia residenziale pubblica, ristrutturarne 304 e costruirne 115».
«La sinistra è contro gli inquilini. Noi per primi, infatti, abbiamo voluto risposte in merito al vincolo di edilizia pubblica di piazzale Dateo», gli fa eco il capogruppo di Fi Manfredi Palmeri che ricorda come dalla vendita sarebbe stato ricavato «un numero di alloggi tre volte tanto».