Il Tar boccia Legambiente: sì alla Brebemi

È un cavillo, ma basta a chiudere la battaglia amministrativa. Il Tar, infatti, ha bocciato il ricorso di presentato da Legambiente Lombardia contro la realizzazione della BreBeMi, l’autostrada inclusa nel programma delle infrastrutture strategiche approvato dal Cipe, e che collegherà le città di Milano, Bergamo e Brescia.
La chiave dell’insuccesso per gli ambientalisti la spiegano i giudici nella sentenza depositata due giorni fa. «Legamebinte Lombardia Onlus - scrive il giudice Silvana Bini, estensore del provvedimento - ha promosso i ricorsi autonomamente e non su mandato dell’associazione nazionale omonima». Per questo, si «deduce la carenza di legittimazione», e il ricorso è dichiarato «inammissibile». Ancora, «in situazioni come quella in esame, in cui la legittimazione ad agire discende direttamente dalla legge, neppure la previsione statutaria potrebbe assegnare ad articolazioni interne dell’ente associativo la cotitolarità della legittimazione, che resta in capo all’ente di carattere nazionale accreditato in sede ministeriale». Tradotto, a presentare il ricorso doveva essere l’organismo centrale, e non quello lombardo. Quest’ultimo, infatti, «non può ritenersi munito di autonoma legittimazione neppure per l’impugnazione di un provvedimento a efficacia territoriale limitata». «In linea di principio - è l’apertura dei giudici - potrebbe anche ritenersi ammissibile, in ragione delle previsioni dello statuto, una sorta di delega ai presidenti regionali affinché possano sostituirsi, a livello locale, al presidente nazionale». Ma «ciò implica - e qui finiscono le speranze degli ambientalisti - che il soggetto agente sia comunque rappresentato dall’Associazione nazionale». Cosa che, in questo caso, non è avvenuta. E si tratta di una leggerezza che agli ambientalisti è costato il ricorso. D’altro canto, però, questa bocciatura alleggerisce l’iter di un’opera ritenuta essenziale per decongestionare la rete stradale lungo il corridoio Milano-Bergamo-Brescia, liberando da parte del traffico l’autostrada A4. Nei piani della società, la BreBemi - che dovrebbe essere inaugurata nel 2013 - sarà attraversata ogni giorni da circa 40mila veicoli all’apertura e quasi 60mila a regime. Una lingua d’asfalto che secondo le stime ufficiali dovrebbe costare 1,6 miliardi di euro (in project financing), lunga 62 chilometri, attraverso cinque province (Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Milano), e 43 comuni, che nelle intenzioni dovrebbe avere un occhio di riguardo anche per l’ambinte. Ma è proprio su questo punto che le associazioni «verdi» avevano iniziato la propria battaglia. «Contestiamo tutto della Brebemi - aveva detto solo pochi giorni fa Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia -: il consumo di suolo, l’impatto su traffico e smog, l’insufficienza delle compensazioni, l’irrazionalità del piano finanziario, la mancanza di una pianificazione regionale della mobilità». E, persa la partita davanti ai giudici del tribunale amministrativo della Lombardia, hanno aperto un nuovo fronte, presentando un nuovo ricorso. Questa volta alla Corte europea per i Diritti dell’uomo.