Il Tar: «Illegittime le requisizioni degli alloggi»

Illegittimi i provvedimenti con cui i municipi IX, X e XI hanno requisito numerosi appartamenti in via Appia Nuova, in via Caio Rutilio e in via Acerbi. A stabilirlo è stato il Tar del Lazio, che ha accolto il ricorso presentato dai diversi proprietari sospendendo le ordinanze con cui erano stati requisiti gli alloggi.
Le ordinanze di requisizione erano state emesse il 14 ottobre scorso, alla vigilia dei termini di scadenza del decreto di blocco degli sfratti, per consentire ai vari affittuari, tutte famiglie a basso reddito e sottoposte a procedura di sfratto esecutivo, di restare nei loro appartamenti continuando a pagare regolarmente il canone. Il Tar ha tuttavia giudicato illegittimi i provvedimenti a tutela degli inquilini, ritenendo titolare ad emettere questo tipo di ordinanze, come sancito dalla recente sentenza della Corte di Cassazione, il solo prefetto e in subordine il sindaco, non dunque i presidenti di municipio. Per la stessa vicenda si era mossa anche la Procura, che ora ha messo sotto inchiesta i presidenti dei tre municipi. Abuso d’ufficio ed usurpazione di funzioni sono i reati che i pm Salvatore Vitello e Maria Cristina Palaia ipotizzano nei confronti di Susanna Fantino (IX), Sandro Medici (X) ed Andrea Catarci (XI). I tre avevano motivato la loro iniziativa sostenendo che le requisizioni riguardavano famiglie «che sarebbero state inevitabilmente cacciate dalle loro abitazioni nelle successive settimane e che avrebbero ulteriormente appesantito la già gravissima emergenza abitativa in città».
Nelle prossime settimane il Tribunale regionale esaminerà i ricorsi presentati dai proprietari di altri immobili requisiti, ed è assai probabile che verranno anch’essi accolti, con la relativa sospensione dei provvedimenti anti-sfratti.
«La sentenza del Tar fa finalmente rispettare il diritto alla proprietà privata costituzionalmente riconosciuto. Medici non lo sapeva?». Così commenta il capogruppo Udc in Comune Dino Gasperini. «Singolare la lamentatio del presidente del X municipio - continua Gasperini - Come poteva infatti un presidente di un municipio non sapere che non aveva il titolo per requisire alloggi privati? Perché prima di emanarlo, non si è preoccupato che un simile provvedimento oltre a violare il diritto alla proprietà privata avrebbe avuto un effetto boomerang proprio sulle famiglie che intendeva aiutare? Avevamo detto in quei giorni che l’ordinanza di requisizione era un atto inaccettabile e viziato di legittimità e guarda caso avevamo ragione. Avevamo detto che non bisognava illudere della gente in difficoltà con provvedimenti inutili e viziati di legittimità, ma nessuno dei presidenti dei municipi che hanno attuato queste assurde ordinanze ci hanno ascoltato. Ora il dramma delle famiglie è ancora più grave ed è inaccettabile che qualcuno faccia il meravigliato dopo aver emanato provvedimenti sbagliati. Quanto alle “scellerate scelte politiche”, come Medici le definisce, è singolare che oltre alla fotografia della situazione, il presidente del X municipio non dica che la maggior parte di quelle scelte sono state assunte dalla maggioranza di sinistra di cui da sempre fa parte. Siamo prontissimi - continua Gasperini - ad impegnarci per aiutare quelle famiglie ma seguendo la legge e i regolamenti comunali. Chiediamo con forza la costruzione di nuove case popolari a Roma e l’inserimento nel piano regolatore delle aree che la maggioranza di cui Medici fa parte si è dimenticata di mettere in questi anni. Speriamo che Medici sia con noi. Ma ora - conclude Gasperini - spero che sia chiaro che il problema casa si risolve costruendo alloggi e non attaccando il privato e che questo dramma dimostra il nulla messo in campo sull’emergenza abitativa dal sindaco e dalla sua giunta».