Il Tar rimanda Moggi e Giraudo ma la Juve continua a sperare

Alessandro Parini

da Torino

Ricorso respinto. Ma gli avvocati difensori di Luciano Moggi e Antonio Giraudo non vogliono sentire parlare di sconfitta. I fatti, quindi: la Terza Sezione del Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato dagli ex dirigenti della Juventus - Moggi e Giraudo, per l'appunto, all'epoca direttore generale e amministratore delegato della società - contro le sentenze della Corte Federale sullo scandalo calciopoli. Una decisione che, invece di fare venire il muso lungo alla Juventus - lei pure in attesa che il proprio ricorso venga definito ammissibile dal Tar - ha portato una ventata di buon umore in casa della Signora: «La sospensiva viene accettata nel momento in cui il danno si presume come grave e irreparabile - fanno sapere dal club - in tal caso, il giudizio assume il carattere di urgente: onestamente, per Moggi e Giraudo non cambierà nulla se i campionati avranno inizio e il giudizio arriverà tra qualche settimana. Per la Juve, invece, i danni sarebbero concreti e immediati con l'inizio dell'attività agonistica. Per questo motivo, siamo fiduciosi che il nostro ricorso venga accolto».
Il presidente della sezione Terza del Tar del Lazio Francesco Corsaro aveva nel frattempo ritenuto che non sussistessero «i presupposti per l'accoglimento dell'istanza cautelare» avanzata da Giraudo e Moggi. Il Tar del Lazio, ammettendo la propria giurisdizione, aveva ritenuto infatti che «sotto il "periculum in mora" (la possibilità cioè di un danno nell'attesa di un provvedimento giudiziario definitivo, quindi le azioni risarcitorie da parte di azionisti della Juventus, ndr) che il danno paventato dal dimissionario Moggi e da Giraudo, per quanto attiene ai paventati profili patrimoniali, non presenta i connotati dell'attualità laddove quello morale, parimenti rappresentato, potrà trovare piena tutela nella successiva fase del merito, ove quest'ultima si concluda in senso a lui favorevole».
Le reazioni delle difese non si erano fatte attendere. Secondo uno dei legali di Giraudo, il professor Franco Gateano Scoca, ordinario di diritto amministrativo presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università La Sapienza di Roma, il ricorso «non è stato assolutamente rigettato, ma si è trattato di un non accoglimento dell'istanza cautelare. Il ricorso al Tar è ancora vivo e dalle motivazioni si evince che è ritenuto ammissibile. Il Tar ha inoltre riconosciuto la propria giurisdizione in materia. Per la concessione dell'istanza cautelare servono due requisiti: ovvero il "periculum in mora" e il "fumus bonis iuris", che consiste in una generica delibazione (un esame, ndr) sulla fondatezza del ricorso. Attualmente, e sottolineo attualmente, hanno ritenuto non sussistente il periculum, mentre il fumus è stato lasciato in pregiudicato. Il merito avrà un esame approfondito da parte del Tar». Scoca tiene inoltre a chiarire che Giraudo non dovrà presentare un nuovo ricorso in quanto l'attuale azione legale presso il Tribunale amministrativo «è già incardinato: il ricorso è ancora vivo e si attende soltanto la fissazione del merito. Ci sarà una nuova udienza». E Luigi Chiappero, altro legale di Giraudo: «Il provvedimento è sostanzialmente buono perchè respinge due richieste molto forti di Coni e Figc: uno relativo all'inammissibilità del ricorso, che avrebbe rappresentato una loro vittoria, l'altro relativo alla sua improcedibilità, al quale tenevano perchè volevano fissare la questione del completamento di tutti i gradi del giudizio sportivo».
«È un provvedimento che ci aspettavamo. Ora andiamo avanti con il Consiglio di Stato per cercare di ottenere un provvedimento cautelare: dopo di che ci rivolgeremo alla Corte Europea», è stato invece il commento alla decisione di Paolo Trofino, legale di Luciano Moggi: «Non ci fermeremo qui. Quello di oggi era per noi un passaggio interlocutorio che non va considerato in modo negativo: il Tar ha infatti riconosciuto il danno esistente al mio assistito e la propria giurisdizione, considerando quindi ammissibile il ricorso. Non affronta il merito ma lo rimanda alla cognizione di un momento successivo: in teoria, successivamente, potrebbero anche darci ragione». Ma dalla Federcalcio arriva un severo monito: «Circoscrivere eventuali iniziative legali nell’ambito dei rimedi propri dell’ordinamento sportivo», secondo le direttive impartite dalla Fifa che «prevede sanzioni disciplinari in caso di violazione del vincolo di giustizia».
Oggi toccherà alla Lazio cercare uno sconto di pena alla Camera di Conciliazione del Coni. A Formello si spera in un ulteriore sconto sugli 11 punti di penalizzazione in serie A rimasti dopo l'appello. Se la Lazio otterrà 5-6 punti di sconto, chiuderà la partita.