Tar, stop alla gara vinta da Sirti per i servizi informatici delle Fs

Accolto il ricorso presentato da Almaviva per la commessa da un miliardo

da Milano

Stop del Tar alla contestata gara per l’appalto dei servizi informatici delle Ferrovie. La maxicommessa - del valore di oltre un miliardo in 6 anni - era stata assegnata a Sirti il 4 ottobre scorso: ora il Tribunale amministrativo ha annullato l’aggiudicazione, accogliendo il ricorso della concorrente sconfitta Almaviva. Attualmente questi servizi vengono forniti alle Fs da Tsf (Tele sistemi ferroviari), controllata al 61% da Almaviva, mentre il 39% è in portafoglio alle Ferrovie. Una delle clausole contrattuali prevede che il vincitore della gara rilevi anche Tsf per 107,5 milioni. Il contratto era stato però «congelato» in attesa della decisione del Tar: ora si aspetta di conoscere le motivazioni della sentenza, per sapere se la gara dovrà essere ripetuta. «Si può ipotizzare che l’annullamento sia dovuto a un vizio di forma nello svolgimento della gara stessa», commenta Sirti, annunciando che ricorrerà al Consiglio di Stato.
«Ovviamente» soddisfatto il presidente di Almaviva, Alberto Tripi: «Una decisione giusta a salvaguardia dell’occupazione e dell’economicità».
Dal canto suo, Fs «prende atto della decisione del Tar in base alla quale l’appalto non può essere aggiudicato né ad Almaviva né a Sirti», aggiungendo che «si riserva di assumere le opportune decisioni ove gli eventuali sviluppi dei contenziosi facciano intravedere tempi non compatibili con le cogenti necessità operative». In effetti, i tempi lunghi hanno caratterizzato questa vicenda: la sentenza del Tar del Lazio era attesa il 25 ottobre, ma il termine non è stato rispettato. Il 22 novembre è stato annunciato un nuovo slittamento al 6 dicembre, tradottosi invece nell’ennesimo rinvio. Il 13 dicembre nuovo annuncio, secondo cui la sentenza sarebbe arrivata entro sette giorni: il termine è scaduto appunto ieri. Una «gestazione» così laboriosa da preoccupare il Parlamento in modo bipartisan: dopo l’interrogazione presentata, la settimana scorsa, dal senatore Massimo Baldini (Forza Italia), il 19 dicembre è arrivata in aula quella dei senatori del Pd, Giorgio Benvenuto e Francesco Ferrante.
Sia l’una che l’altra hanno posto la stessa questione: il conflitto di interessi derivante dalla posizione di Almaviva, venditore e - in caso di vittoria nella gara - acquirente di Tsf. Una situazione da verificare con attenzione, sostengono tutti gli interroganti, perché potrebbe derivarne l’incompatibilità con la partecipazione alla gara da parte di Almaviva. E sulla vicenda è intervenuto anche il presidente dell’Adusbef, Elio Lannutti, ricordando le denunce a suo tempo presentate dall’associazione di consumatori alle Procure di Roma e Milano: «Incombono doverose le inchieste penali per turbativa d’asta», ha concluso Lannutti.