Tarantini, atti depositati ma il pm "salva" Lavitola: forse non sarà arrestato

Il 16 ottobre perde d'efficacia l'ordinanza del Tribunale di Napoli. Il pm di Bari deposita l'istruttoria sul giornalista, ma non avrebbe richiesto la custodia cautelare

Bari - Valter Lavitola non va arrestato. L'ipotesi spunta dopo che il procuratore aggiunto del Tribunale di Bari, Pasquale Drago, ha depositato questa mattina le conclusioni dell’istruttoria sul giornalista. Nelle dieci pagine consegnate alla cancelleria dell'ufficio del gip, infatti,  non ci sarebbe una nuova richiesta di arresto per il giornalista latitante. La precedente ordinanza, emessa dal Tribunale di Napoli e per cui l'ex direttore dell'Avanti è latitante a Panama, perderà di efficacia il 16 ottobre.

Secondo alcune indiscrezioni, per Drago il reato di induzione alla falsa testimonianza per cui è accusato Lavitola non comporta la richiesta di misura cautelare, perché non potrebbe reiterare il reato. Sulla notizia non ci sono conferme ufficiali. L'istruttoria sarà ora assegnata ad uno dei giudici della sezione, che avrà otto giorni da oggi per decidere se accogliere o meno le richieste della procura e se chiedere le misure cautelari del giornalista. 

Lavitola, secondo il tribunale napoletano, ha indotto Gianpaolo Tarantini a mentire ai magistrati baresi che indagano sulle trenta escort che l’imprenditore ha portato nelle residenze del premier Silvio Berlusconi tra il 2008 e il 2009.