Taranto, indagato responsabile di Ossitalia La ditta: "Altri interventi sull'impianto"

I carabinieri perquisiscono la ditta che ha costruito l'impianto dell'ospedale di Castellaneta. A Siena indagato il responsabile della società. Il pg Petrucci: "Domani gli avvisi di garanzia: per tecnici e sanitari: forse una quindicina

Taranto - Ispezione dei Nas di Bari nella sede di Ossitalia, la ditta che ha realizzato l’impianto di gas per uso medico nell’ospedale di Castellaneta, dove nelle ultime due settimane sono morti otto pazienti per cause su cui indaga ora la magistratura. Lo riferiscono fonti investigative. I carabinieri stanno acquisendo documenti, ma al momento non sono disponibili altri dettagli. I Nas e gli ispettori ministeriali stanno compiendo ispezioni anche in tutti gli altri 70 ospedali italiani dove Ossitalia ha realizzato l'impianto di gas per uso medico. Dalla sede della ditta i Nas sono usciti con alcuni fascicoli di documenti.

Il punto "Abbiamo acquisito - ha detto il procuratore Petrucci - una serie di documenti che stiamo analizzando e studiando e abbiamo fatto l'accertamento delle generalità delle persone che possono essere iscritte nel registro degli indagati. Procederemo poi alla notifica degli avvisi che, mai come in questo caso - ha precisato - sono un elemento di garanzia non solo per il cittadino ma anche per l’esito delle indagini". Il pg sta facendo il punto delle indagini in un vertice con il sostituto Mario Barruffa e il colonnello Ernesto Di Gregorio, comandante interregionale dei Nas.

Autopsie e avvisi di garanzia "Metteremo in atto il piano operativo previsto, cioè prima le autopsie già stabilite, poi dopo qualche giorno le riesumazioni e gli accertamenti tecnici sull’impiantistica dell’ospedale". Lo ha detto il procuratore capo della repubblica del tribunale di Taranto, Aldo Petrucci, parlando con i giornalisti. Il magistrato ha confermato che nelle prossime ore, non specificando quando, si terranno le autopsie delle prime due vittime, Pasquale Mazzone, 83 anni, e Cosima Ancona, 73, le ultime due vittime. Poi ha aggiunto che "gli avvisi di garanzia saranno notificati entro la giornata di domani. L’ipotesi di reato - spiega il capo della Procura - è l’omicidio colposo plurimo. Gli avvisi di garanzia attengono a ipotesi o fatti di responsabilità riferibili sia all’impiantistica e, probabilmente, anche al settore sanitario. L’ipotesi di reato è uguale per tutti con contributi causali e di condotta autonomi".

Indagato a Siena È indagato per omicidio colposo dalla procura di Siena il responsabile della Ossitalia, Domenico Matera, 55 anni. L’ipotesi di reato fa riferimento alla morte di un paziente avvenuta a febbraio nell’ospedale della città toscana, dove Ossitalia realizzò un impianto di gas medicali. L’amministratore unico di Ossitalia "chiederà al più presto, di essere ascoltato dalla Procura di Taranto", sui casi delle morti sospette nell’ospedale di Castellaneta.

La difesa di Ossitalia La società Ossitalia già nei mesi scorsi avrebbe preso formalmente le distanze dall’impianto di gas medicali che aveva realizzato e collaudato nell’ospedale di Castellaneta perché altre aziende sarebbero intervenute su quell’impianto tra la data del collaudo (marzo 2005), e l’inaugurazione del reparto (aprile 2007). Lo si è appreso da fonti legali vicine a Ossitalia. Sarebbe quindi questa presa di distanza "l’importantissimo spunto investigativo" citato dal legale di Ossitalia, Giovanni Capaldi, nelle dichiarazioni rilasciate questa mattina. Interpellato in proposito, l’avvocato non ha voluto confermare se Ossitalia avrebbe preso le distanze dall’impianto realizzato a Castellaneta. "Su questa circostanza devo prima parlare con il pm inquirente", ha tagliato corto Capaldi.

La vicenda La procura di Taranto sta indagando su otto morti sospette avvenute negli ultimi 15 giorni tra i pazienti ricoverati nell’unità di terapia intensiva coronarica (Utic) dell’ospedale di Castellaneta, reparto inaugurato lo scorso 20 aprile. Il caso è stato sollevato dopo la morte, avvenuta venerdì, di una donna di 73 anni ricoverata nell'unità di terapia intensiva coronarica. Secondo una prima ricostruzione, la morte della donna potrebbe forse essere stata provocata dalla somministrazione attraverso alcuni respiratori di protossido di azoto, un gas che si utilizza come anestetico, al posto di ossigeno. I magistrati tarantini hanno già disposto il sequestro delle cartelle mediche degli otto pazienti deceduti e del reparto di terapia intensiva.