Taranto, muoiono per nascondere l’amore proibito

Si appartano con l’auto in un box Asfissiati dal gas di scarico

da Taranto

Lei aveva appena 13 anni, si chiamava Giuseppina Catapano ed era figlia di un noto pregiudicato tarantino; lui, Pietro Delapis, aveva 21 anni e qualche piccolo guaio con la giustizia alle spalle. Storia di fidanzatini finita in tragedia. Sono mori in auto, nel garage in cui si erano appartati, avvelenati dalle esalazioni di monossido di carbonio sprigionatesi dall’impianto di climatizzazione e dai gas di scarico della vettura.
Una tragedia che, invece di unire, ha diviso fino all’ultimo le famiglie delle due giovanissime vittime. Nell’ospedale Santissima Annunziata, dove sono state composte le salme, i famigliari di Pietro e Giuseppina avrebbero anche litigato e sarebbero stati divisi a fatica da altre persone presenti nell’obitorio. Sarà l’autopsia a fornire eventuali altre certezze agli investigatori.
La polizia propende per l’ipotesi di un incidente, anche se non vengono escluse completamente le piste che portano al duplice suicidio o a un omicidio-suicidio. A fare la macabra scoperta è stato il padre di Pietro, preoccupato perché il ragazzo non era tornato a casa. Lo ha cercato per tutta la notte, ha trovato i due corpi senza vita, riversi sui sedili della Fiat Brava di Pietro. Il motore dell’auto era acceso, i due ragazzi erano parzialmente svestiti e ancora abbracciati.
Secondo la ricostruzione della polizia, i due ragazzi si sarebbero appartati nel garage per trovare un po’ di intimità. Forse faceva troppo caldo, e per questo motivo Pietro ha acceso il motore dell’auto e l’impianto di climatizzazione. Ma le esalazioni provenienti dall’impianto e dai gas di scarico sono risultate fatali per i due ragazzi. Forse l’impianto di climatizzazione era difettoso: il magistrato inquirente ha disposto anche una perizia tecnica per accertare eventuali anomalie dell’impianto.