Taranto, pizzo per il film E la Wertmüller se ne va

Allarme criminalità in Puglia. I malavitosi pretendono 50mila euro per lasciar lavorare la troupe. Ma la regista ferma i ciak di "Mannaggia alla miseria" e fugge a Brindisi

Taranto - Il pizzo sul set: non è il titolo di un film di gangster, ma quanto accaduto a Taranto, dove la troupe della regista Lina Wertmüller è stata minacciata tra i vicoli del centro storico: «O pagate o distruggiamo tutto», hanno detto gli estortori, che hanno imposto il pagamento di 50.000 euro in cambio di un lavoro senza incidenti. Risultato: la produzione ha deciso di traslocare a Brindisi, un trasferimento blindato con tanto di scorta della polizia.
Il film si chiama Mannaggia alla miseria, racconta la storia di tre ragazzi che al ritorno di un viaggio in Bangladesh fondano la Banca dei Poveri prendendo spunto da Muhammad Yunnus, l’economista bengalese ideatore del sistema di microcredito. La pellicola è ambientata a Napoli, ma la Wertmüller ha scelto la Puglia per effettuare almeno una parte delle riprese. E così nei giorni scorsi la troupe della «Titania Produzioni» ha lavorato tra le stradine di Martina Franca, suggestiva capitale della Valle d’Itria, una ventina di chilometri da Taranto: nessun problema, tutto si è svolto regolarmente. Poi il trasferimento in riva allo Ionio, dove sono scattate le intimidazioni, una vera e propria richiesta estorsiva avvenuta sabato mattina nel centro storico, zona a rischio di Taranto, una città devastata dal dissesto finanziario divenuta una polveriera dopo il tramonto dei vecchi clan e l’ascesa di gruppi di emergenti che si finanziano con spaccio di droga ed estorsioni. La produzione ha sporto denuncia contro ignoti e sulle minacce sono state avviate indagini dalla polizia.

Secondo una prima ricostruzione il tentativo di «ricatto», è accaduto in un bar della zona: due, forse tre persone avrebbero imposto di versare 50mila euro minacciando danni alle apparecchiature e ai tir della troupe. L’episodio è stato riferito alla «Apulia film commission», la fondazione che lavora per trasformare la Puglia in un set a cielo aperto convogliando da queste parti numerose e prestigiose produzioni. Il direttore, Silvio Maselli, si è precipitato a Taranto, è intervenuto il prefetto che ha offerto rassicurazioni. Ma la troupe ha deciso comunque di traslocare. E così via da Taranto, destinazione Brindisi.

«Eppure nessuno – spiega Maselli – ha mai avuto alcun tipo di problema, del resto proprio in questi giorni a Taranto si stanno girando le riprese di “Mare Piccolo”, il lungometraggio di Alessandro di Robilant coprodotto dalla Rai: i lavori stanno procedendo regolarmente anche se si svolgono in due quartieri particolarmente difficili della città, i rioni Tamburi e Paolo VI». Il direttore della Apulia film commission tiene a precisare che «girare in Puglia è assolutamente sicuro», ma dichiara che quanto accaduto «costituisce un danno enorme a livello di immagine» e aggiunge che «è la prima e ultima volta che accade un fatto del genere».
Del caso si occupa anche l’assessore regionale al Turismo, Massimo Ostillio, mentre il governatore, Nichi Vendola, ha telefonato a Lina Wertmüller porgendole le scuse a nome di tutti i pugliesi.
Intanto, le indagini vanno avanti. Il centro storico è una zona a rischio di Taranto, dove è molto diffuso lo spaccio di droga. Il sospetto degli investigatori è che la presenza della troupe possa aver disturbato i malaffari delle cosche, che avrebbero quindi deciso di chiedere il pizzo per rifarsi dei mancati guadagni.