Tardelli contro Galliani Via Turati lo zittisce

Il dirigente juventino: «C’era un nome da colpire e non è stato quasi colpito...». La replica sul sito rossonero: «Un tackle fuori tempo»

Franco Ordine

Attacchi da destra e da sinistra. Attacchi politici e non solo. Attacchi frontali, le indagini di Borrelli, le pesantissime richieste di Palazzi, e attacchi alla schiena, a sentenza scritta e depositata. Tipo l’ultimo, proveniente da Torino e firmato da Marco Tardelli, appena rientrato in casa Juventus, il dopo Moggi e Giraudo cioè, reduce da una carriera di allenatore di club colma di flop e da una brevissima esperienza da commentatore tv del mondiale punteggiata da una gaffe storica, la stroncatura nei confronti di Grosso cui ha dovuto addirittura chiedere scusa dinanzi alle telecamere dopo il gol alla Germania. Tardelli si è scagliato prima contro il presidente Berlusconi («a volte agitare i fantasmi premia»), poi contro la gaffe di Ruperto («vi pare giusto che il Milan possa disputare la coppa Uefa? A me no»), infine contro la squalifica inflitta ad Adriano Galliani, entrato nel procedimento per violazione dell’articolo 1, comportamento sleale, a causa di una telefonata della durata di 1 minuto e 48 secondi («c’era un nome da colpire, uno su tutti, e invece non è stato quasi colpito»). Al Milan hanno letto, meditato e preparato una risposta che è destinata ad aprire un altro fronte. Il sito ufficiale rossonero infatti ha intitolato «Un tackle fuori tempo» la risposta, affilata, che si può riassumere in due punti: 1) Tardelli ha il dente avvelenato con il Milan per motivi professionali; 2) Tardelli non deve mai dimenticare che i suoi predecessori, Giraudo e Moggi, hanno ottenuto con mezzi illeciti risultati che avrebbero dovuto essere conquistati da altri.
Così il popolare Marco ha incassato un inevitabile amarcord del famoso 6 a 0 subito dal Milan nel derby dell’11 maggio del 2001, quando lui si trovava sulla panchina dell’Inter e Cesare Maldini invece su quella del Milan. Quella sconfitta umiliante, con i tifosi interisti che lanciavano in campo bandiere e aste, fu fatale all’allenatore. Moratti infatti che aveva accarezzato l’idea di confermarlo, cambiò strategia: lo licenziò e andò in Spagna a reclutare Hector Cuper. Altra questione su cui il Milan, e coloro i quali hanno vissuto dal di dentro le vicende, continua a battere è quella legata agli esiti dei due campionati in questione: quello fasullo e quello successivo. In entrambe le occasioni il danno procurato ai rossoneri impedì di vincere lo scudetto. L’attacco di Tardelli ha provocato anche il solito interrogativo relativo ai rapporti diplomatici tra i due club. Si giocherà la prossima edizione del trofeo «Luigi Berlusconi» (a proposito, Moggi telefonava a Pairetto, per apparecchiarsi anche quello come dimostra la richiesta di designare per l’occasione l’arbitro Pieri, ndr)?
La risposta ufficiale è scritta in un contratto sottoscritto qualche anno prima che vincola le due società alla disputa della partita fino al 2014 mentre invece è ancora incerta e da decidere la data in cui verrà disputata la prossima edizione. In via Turati sono in attesa di una risposta dagli operativi della società bianconera, il ds Alessio Secco, per intendersi e l’ad Blanc. Nel fitto calendario di amichevoli predisposto dal direttore organizzativo del Milan Umberto Gandini, ci sono due giorni liberi, il 22 e il 23 agosto, date riservate ai preliminari di Champions league.