La targa abusiva diventa un affare di Stato

Le proteste per la «posa illegittima» della targa «abusiva» in commemorazione di Carlo Giuliani, non si placano: Genova chiama Roma, coinvolgendo il ministro agli Interni ed indicando «l'apologia di reato».
Ieri il responsabile sicurezza del Pdl, Gianni Plinio, ha scritto una nota a Roberto Maroni per far disporre la rimozione del cippo e della targa dedicata al «ragazzo ucciso mentre dava l'assalto, con estintore in mano e volto mascherato da un passamontagna, ai carabinieri rimasti intrappolati nella loro jeep il 20 luglio 2001».
La targa si trova ancora nell’aiuola pubblica di piazza Alimonda, di fronte alla chiesa di Nostra Signora del Rimedio, chiusa dal parroco durante l'adunata dei 500 attivisti no global di mercoledì scorso. La targa è ancora lì, anche se la posa non è mai stata autorizzata dal Prefetto, né è stata sentita la Soprintendenza, né vi è una delibera di Giunta, né il parere del Municipio, che, a dire del presidente Orengo (Pdl), si sarebbe eventualmente comunque espresso negativamente.
«In attesa delle risposte della giunta di centrosinistra alla mozione del consigliere Bernabò Brea - ha spiegato Plinio - ho chiesto al ministro Maroni di intervenire in fretta per togliere quel simbolo negativo per i giovani. Sono fiducioso in un intervento risolutore di Maroni, come era successo nel 2005, quando al ministero agli Interni c'era Pisanu. È da censurare fortemente il comportamento omissivo di Tursi che, di fatto, autorizza un atto illegittimo ed offensivo della sensibilità dei genovesi, i quali l'altro giorno hanno dimostrato di non aver voluto accogliere l'appello commemorativo di piazza Alimonda».
«Un conto è la pietà umana per un giovane morto tragicamente - ha aggiunto Plinio - altra cosa è l'apologia di reato attraverso la pubblica esaltazione di un manifestante che, se si fosse salvato, sarebbe stato processato per tentato omicidio nei confronti dei carabinieri. Evidentemente, la sindaca Vincenzi, ogni giorno di più, si sente franare sotto i piedi il terreno elettorale di centrosinistra e dei moderati, al punto che adesso si sente costretta a compiacere no global, centri sociali, antagonisti ed estremisti di area anarchico-insurrezionalista».