«La targa di Oriana Fallaci tornerà al suo posto»

Un atto incivile e profondamente antidemocratico. All’indomani dell’ennesimo sfregio alla memoria di Oriana Fallaci il coro di sdegno e sconcerto è unanime. La targa in marmo che fino a due giorni fa era affissa su un palo all’interno del giardino intitolato alla giornalista - in zona Porta Romana, fra via Crivelli e via Quadronno - non c’è più. È stata rimossa e portata via. A dare l’allarme, venerdì mattina, è stata una donna residente nella zona.
«Ancora un atto vandalico - denuncia il vicesindaco con delega alla Sicurezza Riccardo De Corato -. Ormai a Milano questi episodi sono all’ordine del giorno». Non è la prima volta, infatti, che i giardini «Oriana Fallaci» vengono presi di mira. Il 14 settembre 2007 un’altra targa, quella che sul cancello verde del parco riporta i dati della scrittrice scomparsa due anni fa a New York, era stata deturpata. Ancora una volta era stata una donna residente in zona ad avvisare le forze dell’ordine dopo aver letto, sul nome della giornalista, frasi come «Infame meno male che sei crepata» e «Meglio morta».
In quel caso il Comune era intervenuto immediatamente, attraverso l’Amsa, per ripulire la targa. Anche questa volta, promettono in coro De Corato e l’assessore comunale all’Arredo urbano Maurizio Cadeo, Palazzo Marino rimedierà. «Rimetteremo al suo posto la targa non appena quella nuova sarà disponibile - promette il vicesindaco -, è comunque allarmante che i vandali continuino ad accanirsi contro edifici, giardini e parchi giochi per i bambini». Gli fa eco Cadeo: «La nostra politica non cambia. Interverremo con fermezza. Ogni giorno in più senza quella targa è una vittoria per i balordi che l’hanno rubata». Continua il presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri: «Milano è più forte e tutto tornerà al suo posto». Matteo Salvini, deputato della Lega Nord e capogruppo del Carroccio a Palazzo Marino, invece, assicura che «Umberto Bossi sarà presente il giorno della reinstallazione. La Fallaci ne ha sentite tante nel corso della sua vita e deve continuare a subire anche adesso. Per fortuna, non è possibile cancellare il suo lavoro e tutti i libri che ha scritto».
Sulla vicenda, intanto, indaga la Digos. Da parte sua, la polizia resta cauta sui motivi del furto. Probabile l’atto vandalico - anche se nella zona non ci sono segni di violenza -, ma non si esclude che si tratti di un vero e proprio furto compiuto, magari, da qualche nostalgico ammiratore della giornalista. Nella zona non sono, però, presenti telecamere. È quindi difficile ricostruire l’episodio e persino risalire al momento in cui il furto è avvenuto.