Targa a Palazzo San Giorgio fa nascere Colombo nel 1851

(...) Portuale. A scoprire questa «curiosità» storica, è stato il comandante Bruno Aloi, presidente del Comitato Nazionale Colombo, il quale è rimasto letteralmente sbalordito quando ha letto quanto vi era scritto sulla grossa targa di marmo che le autorità fecero sistemare il 16 settembre 1951. Del resto la scritta parla da sola: «A eternare il ricordo dei naviganti della Marina mercantile nazionale caduti in difesa della Patria e immolatisi in ogni tempo e su tutti i mari a salvaguardia della vita umana e pel trionfo della civiltà irraggiandosi sulla loro bandiera il fulgore della medaglia d’oro al valor militare nel centenario della nascita del Grande Navigatore
Il Comitato genovese per le Celebrazioni Colombiane questo marmo consacra». E poi segue la data.
Peccato, però, che la presunta data di nascita di Colombo, morto nel 1506 a Valladolid, in Spagna, sia 1451 e non invece 1851 come quel «centenario» lascia supporre. La dizione esatta, dunque, sarebbe dovuta essere cinquecentenario. La cosa divertente è che, fino ad ora, pare che nessuno si fosse mai accorto di quanto c’era scritto sulla targa. E questo la dice lunga circa la realtà di queste cose, e che cioé di fatto nessuno si prende la briga di leggerle.
«Ci sarebbe poi da discutere - aggiunge Aloi - anche sul vergognoso stato del chiostro del demolito monastero di Sant’Andrea, che è uno dei posti più fotografati dai turisti che visitano la nostra città, essendo attiguo alla cosidetta “casa di Colombo”. Dov’è andata a finire l’inferriata che chiudeva il chiostro attualmente alla mercè di nottambuli, drogati e affini?».
Ma Aloi non si limita a fare queste segnalazioni. E, sempre nella speranza che qualcuno prima o poi gli risponda, torna alla carica sul fronte risorgimentale. «Il 2007 è dedicato al bicentenario della nascita di Garibaldi - afferma - che non è nato a Genova, ma da Quarto è partito per la Spedizione dei Mille. Vista la pioggia di quattrini arrivati per celebrarlo, non sarebbe ora di ripristinare la targa ricordo del lombardo Agostino Bertani in via Cairoli (dove c’è ancora il vuoto sul civico 15), dato che “marginalmente” il Bertani era l’anima del comitato incaricato di organizzare la spedizione?».
Di strafalcioni, fa capire Aloi, ce ne sarebbero ancora tanti. Ma lui preferisce limitarsi a quelle più mascroscopiche. Sperando, dice, che almeno vengano presi provvedimenti.