La targa al partigiano sfregiata dalla gang che occupa la Piastra

Roberta Bottino

La banda di ecuadoriani chiamata «Los templados» si è da tempo impadronita dei giardini Cavagnaro sulla piastra del Bisagno. Una zona diventata off limits per i residenti, che persino durante il giorno, sono terrorizzati di attraversare quello squallore. Decine e decine di bottiglie sparse ovunque e aiuole colme di cocci di vetro pericolosi, soprattutto per i bambini. Sulle panchine campeggiano alcune scritte in spagnolo, a testimonianza della frequentazione di quei giardini. «Los templados» è il marchio che si legge ovunque, anche sui giochi dei bambini e persino sulla targa in memoria del partigiano. In sfregio a tutto e a tutti, le bande minorili hanno occupato con prepotenza quella porzione di verde e di divertimento nella Valbisagno, e senza preoccuparsi delle mamme con i bambini e degli anziani che in quei giardini si recano a leggere il giornale o a prendere una boccata d'aria, bevono birra, si ubriacano e danno fastidio.
Calpestano le tradizioni, e senza remore imbrattano targhe commemorative. «G. B. Cavagnaro - Caduto per la libertà 1927 - 1944». Questo si leggeva fino a qualche mese fa, ma ora le iniziali G. e B. sono state cancellate e sotto il nome del partigiano si legge una scritta nera che recita: «Las traicioneras valen verga». La traduzione? Per non essere troppo volgari, come effettivamente vorrebbero queste parole, significa che le «targhe valgono niente». Un modo offensivo, se si traducesse letteralmente, che evidenzia la prepotenza degli ecuadoriani, «proprietari abusivi» della piastra sul Bisagno. L'assessore alla vivibilità Roberta Morgano, informata dell'accaduto ha promesso: «Informerò i miei uffici affinchè intervengano al più presto per pulire la targa. Purtroppo questi fatti succedono sovente, e a noi dispiace. In alcuni giorni puliremo dalle scritte offensive quello scandalo, ma ricordo che questi interventi comportano spese. Capisco che è un ritornello antipatico, ma occorrono quattrini per ripulire, soprattutto se si tratta di scritte grandi e sui muri». L'assessore è stato informato, così come i suoi uffici.