Targa a Pedenovi «atto riparatore»

«Dopo 30 anni, è un atto riparatore e di giustizia nei confronti di un uomo delle istituzioni». Il vicesindaco Riccardo De Corato torna sulle polemiche scatenate dalla decisione di collocare in via Lombardia 65, dove fu assassinato, una targa che ricordi Enrico Pedenovi, consigliere provinciale dell’Msi ucciso il 29 aprile di 30 anni fa. Il vicesindaco ricorda che «la targa è stata approvata con una mozione dalla quasi unanimità del consiglio comunale il 9 maggio 2003 col voto di 36 consiglieri su 38, ad esclusione solo di Rifondazione comunista». Ma il capodelegazione di An in Regione, Massimo Corsaro, si dice «pronto ad accettare che la posa venga rinviata al dopo elezioni, per evitare strumentalizzazioni politiche. A patto che tutte le forze politiche si dichiarino unanimamente d'accordo nel ritenere che il futuro sindaco di Milano, chiunque esso sia, realizzi tra i primi atti della nuova amministrazione comunale quello di lasciare un ricordo concreto e tangibile alla memoria di Pedenovi». Corsaro si rivolge in particolare al capogruppo Ds in Comune Emanuele Fiano: «Gli chiedo di smorzare i toni, per la necessità di onorare la memoria di tutte quelle vittime che, a prescindere dall'appartenenza politica, devono rimanere nella memoria di un Paese civile».