«Targhe alterne inutili. Un danno per l’economia»

Il sindaco rilancia il ticket d’ingresso «E abbassiamo i termostati

«Io mi astengo. E vinceranno gli altri che contano per uno anche se noi siamo più grossi». Gabriele Albertini la prende con un pizzico d’ironia anche se l’argomento e tutt’altro che leggero. E così annuncia la posizione che terrà, in rappresentanza del Comune, al tavolo degli amministratori pubblici lombardi convocato dal governatore di Lombardia Roberto Formigoni per decidere sull’introduzione delle targhe alterne. Provvedimento che potrebbe essere adottato da febbraio, e in tutti i giorni feriali, nelle zone critiche per lo smog in Lombardia.
Lo ha già detto e lo ripete. «Le targhe alterne - assicura a margine della presentazione della Settimana dell’ambiente organizzata dal Comune alla Loggia dei Mercanti - le abbiamo già sperimentate per quindici giorni consecutivi anni fa. E si sono dimostrate un intervento che non risolve il problema dell’inquinamento e nello stesso tempo rappresentano un danno dal punto di vista economico».
Meglio, dunque, seguire altre strade come quella di abbassare il riscaldamento nelle case. «Confermo il pienissimo, solidale, fraterno rapporto di collaborazione con il presidente Roberto Formigoni e riconosco che la Regione Lombardia ha messo a disposizione risorse importanti per metanizzare le caldaie. Però io ribadisco: nel mio ufficio ho spento il riscaldamento e ho lo stesso più di 20 gradi. Il presidente Formigoni quando dice che quasi la metà dell’inquinamento deriva dagli impianti di riscaldamento dice una cosa verissima. Allora io dico: perché invece di fare le targhe alterne non abbassiamo di due gradi la temperatura dentro le case. Mettendoci magari una maglietta di lana? Risparmierebbero di più i cittadini sia in termini economici sia in termini di inquinamento. E guadagnerebbero un po’ meno i petrolieri. Forse non piacerà alla Moratti, ma credo che faccia bene ai cittadini».
Altra strada, proposta dal sindaco, è l’introduzione del ticket d’ingresso in centro. «Ma noi lo diamo il buon esempio - aggiunge -. Abbiamo investito 192 milioni di euro per la predisposizione di sensori che serviranno al mio successore per introdurre la Congestion charge, la tassa per chi vuole entrare con l’auto in città. Con la modesta cifra di 3 euro, in un anno si incasserebbero le risorse sufficienti a costruire un chilometro di metropolitane».