Targhe alterne: oggi ferme le pari dalle 15 alle 21

Nel quinto giovedì a targhe alterne all’interno della fascia verde dalle 15 alle 21 resteranno ferme le auto e i mezzi commerciali con targa pari (incluso lo zero) alimentati a benzina euro 1/2/3 o diesel «euro 2/3» ed «euro 4» senza Fap di serie.
Il provvedimento antismog vieta anche la circolazione dei veicoli più inquinanti, indipendentemente dal numero di targa. Auto, mezzi commerciali a benzina e diesel «euro 0»; auto, mezzi commerciali e minicar alimentati a diesel «euro 1»; auto e mezzi commerciali alimentati a diesel «euro 2»; moto, motorini e minicar a due tempi «euro 0».
E a proposito di targhe alterne alcuni cittadini si sono rivolti al Codici per esprimere il loro disappunto in merito al provvedimento. «Alle otto e mezzo di giovedì 24 gennaio - si legge in una denuncia - tra l’uscita Tuscolana e Appia del Grande raccordo anulare, il traffico era congestionato con gli automobilisti bloccati per circa trenta minuti in un tratto di strada di soli tre chilometri». «Il giovedì mattina i Tir, vincolati nel fare le dovute consegne entro le quindici - continua - paralizzano il traffico, causando gravi disagi non solo alla circolazione ma ai quanti devono raggiungere il luogo di lavoro entro un orario prestabilito». «È chiaro - dichiara Valentina Coppola, responsabile ambiente del Codici - che il provvedimento in oggetto è solo un palliativo e non raggiunge gli obiettivi previsti». «Lo confermano i dati dell’Arpa - continua il Segretario Nazionale del Codici, Ivano Giacomelli - dai quali emerge che nonostante nelle ore di restrizione del traffico, circolino il 30 per cento in meno di veicoli, l’aria della capitale resta inquinata. Difatti, all’indomani del primo giovedì di targhe alterne le polveri sottili superano i limiti consentiti in tutte le centraline di rilevamento dell’Arpa. La concentrazione più alta si è registrata a Largo Preneste: 84 migrogrammi di Pm 10 per metrocubo d’aria, rispetto al limite previsto di 50 microgrammi per metrocubo». Il Codici invita il campidoglio a «ritirare il provvedimento e ad agire in maniera più concreta».