Targhe alterne: poche multe ma tanti disagi

Il comandante dei vigili urbani Giuliani conferma il dato, ormai usuale, di 2mila verbali

Il ritorno dei giovedì a targhe alterne non riserva sorprese. Confermato l’ormai abituale, esiguo numero di auto in meno in strada. E confermate le duemila multe effettuate dalle 15 alle 21, poca cosa per scoraggiare l’esercito dei motorizzati furbi o poco informati. Dunque non sorprendono neanche gli abituali commenti sull’inutilità del provvedimento comunale che limita del venti per cento la circolazione stradale a costo di notevoli sacrifici per chi transita nella capitale. Nel frattempo il comandante dei vigili urbani Giuliani fa quello che può: «Fino alle 17,30 i nostri agenti hanno controllato 3200 veicoli in circolazione, elevando 961 sanzioni. Abbiamo già sanzionato 900 automobili, 12 mezzi commerciali, 38 fra moto e motorini e 11 minicar. In linea con i dati rilevati in questi ultimi anni, in testa alla classifica delle aree con più automobilisti indisciplinati in circolazione si piazzano il centro storico e l’area di corso Trieste-Parioli, dove abbiamo sanzionato la maggior parte dei possessori di minicar diesel euro 0/1. Molti i trasgressori alla guida di mezzi vietati anche nei quartieri Ostiense, San Paolo e Appio-Tuscolano, mentre nell’area della Casilina abbiamo contestato il più alto numero di sanzioni ai possessori di mezzi commerciali fuori norma».
Il mondo politico guarda però oltre. «Il dispositivo delle targhe alterne, così come quello del blocchi del traffico, decisi solo quando si deve far fronte a un livello troppo alto di smog sono solo palliativi, ci vogliono nuove politiche per contrastarlo anche quando le centraline preposte non registrano valori alti - polemizza il portavoce capitolino de la Destra Fabio Sabbatani Schiuma-. Con il Decreto Legge relativo agli interventi urgenti per la tutela dell’ambiente il Comune potrebbe sfruttare in maniera migliore i 140 milioni di euro all’anno dei quali può disporre. Basta solo pensare che Roma è all’undicesimo posto a livello nazionale con 127 giorni di sforamento dei limiti di legge stabiliti per la concentrazione di polveri sottili nell’atmosfera, dunque i provvedimenti saltuari servono a poco».
«È una presa in giro che non ha nulla a che vedere con la tutela dell’ambiente - aggiungono i consiglieri comunale di An Marco Visconti, Federico Guidi e Luca Malcotti -. Con le sue politiche il comune di Roma incentiva solo l’acquisto di macchine sempre più nuove. Molti cittadini sono stati indotti a comprare le automobili euro 4 per poi scoprire che possono girare solo quelle con il filtro anti-particolato. Chi oggi si affretterà a comprare le poche vetture con questo filtro, sappiano che tra sei mesi potranno girare solo le automobili euro 5 non ancora in vendita». Dunque il comune cerca di spingere i cittadini romani a nuovi consumi favorendo l’indebitamento delle famiglie romane in un periodo di già grande difficoltà. Abbiamo depositato una mozione al comune per porre fine a questa vergognosa tattica comunale».
«Qual è l’alternativa all’auto privata a Roma nei giorni di targhe alterne o di blocco del traffico - aggiunge Fabrizio Sequi, consigliere di Forza Italia in I Municipio-. Taxi che costano sempre più, metro carenti, servizi di affitto di auto ecologiche e biciclette ovvero car sharing e bike-sharing, praticamente assenti. Chi a Roma ci vuole nonostante tutto vivere e suo malgrado deve ricorrere all’auto privata, oltre a costo di acquisto, tasse, assicurazione, carburante e tagliandi, per il mantenimento della propria auto deve prevedere anche i costi per la sosta tariffata e in molti casi persino permessi fino a 500 euro per l’accesso a casa sua, come nel Centro Storico, senza peraltro trovare parcheggio».