Tariffe ferme al ’96? Regione contro Aspri

La lettera-denuncia pubblicata a pagamento da Aspri (Associazione delle strutture ambulatoriali convenzionate), con grande evidenza su «Il Giornale» del 4 ottobre, contiene molte informazioni a dir poco inesatte. Ecco in realtà come stanno le cose. Non è vero che le regole vengono cambiate ogni anno in quanto la struttura attuale delle stesse è invariata dal 2003. Inoltre, è consuetudine dell'assessorato alla Sanità consultare preventivamente i rappresentanti degli erogatori, tra cui Aspri, per definire le regole annuali di gestione del servizio. Non è vero che il budget assegnato è invalicabile in quanto le Asl, sulla base di specifiche valutazioni clinico epidemiologiche e di progetti mirati, integrano la base minima di prestazioni, aumentando le risorse di circa l'8% del totale. In ogni caso, il contratto prevede che in caso di superamento della quota negoziata (fissa e ad obiettivi) si possa integrare la remunerazione delle prestazioni eccedenti per un massimo del 30%. Non è vero che le tariffe sono ferme dal 1996. Hanno infatti avuto adeguamenti nel 1999, nel 2003 e nel 2006. Ogni anno la specialistica ambulatoriale ha degli incrementi significativi di finanziamento. Dal 2003 al 2007 si è passati da 1.165 milioni di euro a 1.516 milioni di euro con un incremento in 4 anni di ben 30 punti percentuali. È stata piuttosto la Legge Finanziaria del 2007 a diminuire le tariffe per gli erogatori privati del 2% su tutta la specialistica e del 20% sui laboratori di analisi. In conclusione, non si capisce davvero di che cosa ci si lamenti dato che è chiaro che il sistema lombardo ha favorito il più possibile la diffusione delle strutture accreditate per un miglior servizio ai cittadini, una forte riduzione delle liste di attesa, una maggiore capillarità dei punti di erogazione e una vera libertà di scelta che oggi si esercita su 1.200 strutture pubbliche e private. In ogni caso, le porte di Regione Lombardia sono aperte come sempre per discutere tutti i problemi.
Regione Lombardia