«Tariffe, i tagli costano un miliardo»

da Milano

La sforbiciata sui costi di terminazione delle chiamate tra telefono fisso e cellulari voluto dall’Authority per le tlc «significherà per la telefonia mobile una riduzione dei ricavi totali di un miliardo di euro l’anno, pari al 4% del fatturato del mobile». Lo ha detto il presidente di Asstel, Pietro Guindani, intervenendo ieri a Roma al convegno organizzato da Confindustria e Thinktel dove si sono confrontati alcuni protagonisti del settore. Tra gli interventi più apprezzati dal presidente di Telecom Italia, Marco Tronchetti Provera, quello del commissario Ue per la Società dell’informazione, Viviane Reding, che ha parlato di «bisogno di deregolamentazione dei mercati emergenti nel settore delle tlc». «Un percorso giusto - ha detto Tronchetti - se l’Europa vuole recuperare competitività sul piano competitivo e tecnologico. Se si parte con una regolamentazione a priori si blocca lo sviluppo». Non è d’accordo, invece, Stefano Parisi, amministratore delegato di Fastweb, azienda concorrente nel settore della banda larga. «Le regole possono decadere - ha detto Parisi - solo quando non ci sono più le posizioni dominanti. È in quel momento che un mercato può autoregolamentarsi». E in Italia, anche se la quota di mercato di Telecom si sta riducendo, resta comunque nella telefonia fissa pari all’80 per cento. Quanto ai concorrenti, secondo i dati illustrati dal vicepresidente di Thinktel, Carlo Maria Guerci, le quote di mercato sono: Wind 8%, Fastweb 4%, Albacom 3% e un 5% diviso tra gli altri gestori.
Sul fronte della telefonia mobile, l’associazione stima che nel 2005 Tim sia al 43%, Vodafone al 33%, Wind al 19% e «3» al 5 per cento. Anche Asstel, l’associazione delle società di tlc in Confindustria, ha dato qualche numero. «Il fatturato del settore - ha detto Guindani, che è anche amministratore delegato di Vodafone - è pari a 43 miliardi (3,1% del Pil). La banda larga sta facendo passi da gigante con 5,5 milioni di abbonati, mentre l’Umts conta 7 milioni di clienti». Sul fronte della regolamentazione la Reding ha annunciato che l’obiettivo della Ue è quello di arrivare «alla definizione di misure regolamentari comuni in tutta Europa per servizi in crescita come è, ad esempio, in questo momento il Voip, ossia le chiamate telefoniche da Internet».