Tariffe più care: l’Unione riesce a dividersi anche sui rifiuti

Acque agitate all’interno del centrosinistra. E i motivi del contendere sono più d’uno. A far discutere non è soltanto la politica energetica, le divisioni non sono più soltanto tra chi vuole il gassificatore di Malagrotta e chi non lo vuole, tra chi è favorevole alla centrale turbogas di Aprilia e chi no. Si litiga anche sui rifiuti. L’aumento delle tariffe annunciato in un’intervista dal neopresidente dell’Ama Giovanni Hermanin (ex capogruppo della Margherita)- che ha anche anticipato l’intenzione di costruire un quarto termovalorizzatore - ha provocato l’immediata reazione del segretario romano di Rifondazione Massimiliano Smeriglio. Che di aumenti indifferenziati per tutti non vuol sentire parlare. «Hermanin - osserva Smeriglio - non parla di come migliorare i contratti di servizio, non spiega come puntare sulla raccolta differenziata». E attacca: «Il presidente dell’Ama vuole fare di Roma il distretto dell’immondizia».
Un argomento caldo, dunque, quello sui rifiuti. Tanto che per Gianluca Quadrana, capogruppo della Rosa nel Pugno al Comune, serve un dibattito. «Da ormai troppo tempo - commenta Quadrana - la Rnp ha lanciato l’allarme per la situazione dei rifiuti a Roma ma, se è giusto ragionare sulle tariffe, su altri problemi occorre un dibattito molto approfondito che deve partire dalla chiusura della discarica di Malagrotta entro la fine dell’anno per arrivare alla definizione di un piano che allontani lo spettro di situazioni emergenziale come a Napoli». Per il capogruppo della Rnp è necessario occuparsi dell’Ama, ma serve anche «verificare la situazione dell’Acea»: «Quanto sta accadendo nelle ultime settimane è allarmante e bisogna porvi immediatamente rimedio. Interi quartieri della città, a cominciare dal Salario per finire alla Balduina, rimangono improvvisamente al buio come è accaduto del resto domenica sulla tangenziale. Il Comune - conclude - affronti questa emergenza che potrebbe aggravarsi nei prossimi giorni e chieda ai vertici dell’Acea provvedimenti urgenti perché non si può andare avanti in questa maniera».
Contro Hermanin si scaglia anche Marco Marsilio, capogruppo di Alleanza Nazionale in Comune. «Vuole aumentare la tariffa sui rifiuti? Ma cosa dice? Se proprio nelle scorse settimane uno studio dell’Agenzia comunale di garanzia e controllo della qualità dei servizi pubblici locali ha dimostrato che Ama percepisce indebitamente cifre che dovrebbe restituire ai cittadini perché il servizio che viene offerto non raggiunge i risultati previsti dal contratto di servizio». Dallo studio presentato ai capigruppo in Campidoglio emergeva infatti che semmai la tassa sui rifiuti dovrebbe essere diminuita: trattandosi di una tariffa che viene richiesta dietro il corrispettivo di rendere un servizio, se l’azienda, come succede da anni, non riesce a raggiungere gli obiettivi prefissati, dovrebbe restituire indietro la parte equivalente, o sotto forma di penali o scomputandola nella tariffa dell’anno successivo. Lo studio dell’agenzia dimostrava che Ama dovrebbe ridare ai cittadini romani circa 60 milioni: strade sporche, cassonetti pieni, raccolta differenziata ferma al palo sono solo alcune delle voci relative alle carenze del servizio. Aspettiamo ora di sapere - conclude l’esponente di An - se il sindaco e l’assessore al Bilancio intendono soddisfare la richiesta di Hermanin aumentando la tariffa».