Tarocchi, da gioco di memoria a filosofia e pratica esoterica

L'imperatore, il Papa, il Muto, la Giustizia, La Luna e così via: figure simboliche che vivono nel mondo misterioso e seducente dei tarocchi. Attenzione, però!, il corso sulla conoscenza e il fascino dei tarocchi, a Cairo all'interno della rassegna «Cairo capitale dei tarocchi», organizzato dalla Pro loco, in collaborazione con l'associazione culturale «Le Tarot» di Faenza, lascerà delusi quanti vogliano cimentarsi esclusivamente con il mondo della divinazione.
Preceduto nei giorni scorsi da una conferenza su «I tarocchi tra storia e mito», a cui hanno partecipato anche lo storico e saggista Gerardo Londardoni e l'iconografo Andrea Vitali, presidente di «Le Tarot», il corso, per il quale sarà adottato il mazzo di tarocchi Rider-Waite, si articola in lezioni, fino al il 27 ottobre. In esso si spiegherà anche che solo alla fine del XVIII secolo, il gioco di memoria dei Tarocchi si trasformò in arte magica. Le materie di studio sono: Iconografia simbolica storica, Valenze Interpretative degli Arcani Maggiori e Minori, Stese e metodi di lettura divinatoria storica e il Tarocco Intuitivo.
Nato nel 1400 e considerato una straordinaria produzione culturale del nostro Umanesimo, ebbe inizialmente un significato prevalentemente didattico e morale.
Le figure dei tarocchi rappresentavano infatti, allegorie di condizioni umane e di simboli di oggetti celesti. Ben presto, però, questa interpretazione fu sovrastata da quella ludica. Il successivo mutamento dell'iconografia delle figure, che di regione in regione, assunsero diversi significati, in base a differenti culture popolari, spianò la via ad altre interpretazioni, fino ad arrivare alla rivalutazione del loro contenuto filosofico, che partiva, però, da premesse di tipo esoterico.