Tartufomania un libro che profuma

Nuova edizione del premio Bancarella della Cucina. La giuria si riunirà a Milano. Tra tanti, dovrà scegliere cinque libri che saranno sottoposti poi al vaglio della giuria popolare. Tra i vari autori in corsa per entrare nella cinquina, Cetta Berardo ha firmato per l’editore Leone Verde di Torino, 011.5211790, leoneverde.it, Tartufomania, libro che racconta il diamante della terra prendendolo da più lati. È più di un ricettario e il sottotiolo lo chiarisce subito: «Il tartufo in letteratura arte, cinema e... cucina».
Il tartufo, soprattutto il bianco, celeberrimo quello di Alba, ottimi pure quelli marchigiani e toscani, o è amato o detestato. Quello che per molti è un profumo inebrianti, per tanti altri è una puzza da evitare, per il naso e per l’integrità del conto in banca. Ora che ci avviciniamo ai mesi belli, arriverà sulla nostra tavola il meno costoso tartufo nero estivo, lo scorzone, due gradini sotto il bianco pregiato e uno sotto il nero altrettanto pregiato.
Sia come sia, la Berardo ha segnato un cammino da acquolina, spunti per guardare al tartufo oltre la sua veste prelibata. I capitoli hanno titoli invitanti: Tutto naso, Tartufi di penna, Archeologia del tartufo: Grecia e dintorni... Sono note, notarelle, citazioni, frasi celebri, proverbi come quello egiziano che apre il capitolo I tartufi della società: «Essere come il tartufo: senza radice e senza rami». Non è un complimento visto che i tartufoni sono figure ipocrite, «viziosi che si spacciano per virtuosi, persone che si ammantano di un ruolo che è l’opposto della loro natura, che fingono di scandalizzarsi dei peccati altrui per poi perseguirli nascostamente».
Da leggere con attenzione l’Alfabeto del tartufo o tartufologia, fino alle Ricette di ieri e di oggi, da consigli che risalgono al ’700 fino al Purè di tartufi dello scrittore catalano Montalban.