Una task force per le nomine fatte da Marrazzo

Mamma, ho perso il conto. L’esclamazione rimbalzò sulle pareti dello stanzone presidenziale della Regione Lazio e degli uffici di staff, fino al dissiparsi dell’onda sonora. Cos’era accaduto?
Marrazzo, probabilmente distratto da altre vicende, dopo quattro anni e passa di governo si era improvvisamente accorto di aver dimenticato le nomine da lui effettuate, compresi i relativi costi a carico dei cittadini. E nessuno, tra gli aurei collaboratori da lui nominati, aveva provveduto a stilare una lista precisa.
Così, un bel giorno corse ai ripari, nominando un gruppo di lavoro per l’aggiornamento, il monitoraggio e la gestione delle sue nomine. Non è uno scherzo, né un gioco di parole. Accade alla Regione Lazio, dove governa il sinistra-centro, fino a pochi giorni fa guidato dall’ex conduttore di «Mi manda RaiTre».
Il documento regionale che dà il via alla creazione della speciale task-force è firmato dal direttore vicario del dipartimento istituzionale e risale al 10 aprile scorso, ma solo ora è stato possibile reperirlo.
C’è scritto: «Considerata l’inadeguatezza dell’attuale banca dati delle nomine presidenziali al fine del monitoraggio delle stesse; rilevata in particolare l’incompletezza delle informazioni relative alle scadenze degli incarichi, all’individuazione del nominato (se esterno o regionale) e alla individuazione e quantificazione dell’eventuale compenso; rilevata l’improcrastinabilità di acquisire in modo rapido ed efficiente tutti i dati riguardanti le innumerevoli nomine di competenza del presidente, relative agli enti pubblici dipendenti, agenzie, comitati, commissioni ed enti vari», si ritiene «di dover istituire un gruppo di lavoro» ecc. ecc.
Il gruppo, formato da sette componenti, costa alla Regione 20mila e 600 euro. La vicenda fa sorgere spontanee tante domande, senza nessuna intenzione di rigirare il coltello nella piaga delle vicende che nei giorni scorsi hanno portato Marrazzo a dimettersi.
Per esempio: è normale che un presidente non abbia contezza e consapevolezza delle persone da lui nominate? E perché il problema è emerso solo a fine legislatura? È probabile che Marrazzo, dopo aver effettuato centinaia di nomine, avesse intenzione di farne tante altre in campagna elettorale, così come accadde qualche mese fa alla vigilia delle provinciali di Frosinone.
E allora, per evitare doppioni e scivoloni imbarazzanti, è corso ai ripari nominando la task-force. Marrazzo, oltre ad aver dato prova, nel corso del suo governo, di scarsa dimestichezza politica, come hanno sempre bisbigliato i suoi alleati, con l’adozione di questo provvedimento «confessa» anche gravi lacune organizzative e amministrative.