Una task force di presidi in azione per applicare la riforma Gelmini

Pronto il piano per attuare la riforma Gelmini negli istituti superiori di Milano e provincia. Una task force di presidi è già pronta per orientare spiegando alle famiglie cosa cambierà. Una decina di docenti particolarmente preparati stanno lavorando per mettere a punto l’operazione. «Daremo poi ai presidi tutte le indicazioni per chiarire e l’offerta formativa di ogni scuola – spiega Bruna Sinnone, ex preside oggi consulente dell’assessore provinciale Marina Lazzati –. Abbiamo assicurato a tutti gli istituti la possibilità di ribadire le loro specializzazioni». Già prevista una conferenza di servizio dei dirigenti scolastici di Milano e Monza con la presenze degli assessori delle due province per il 23 febbraio. «Lo abbiamo concordato con Regione e Provincia – precisa Giuliana Pupazzoni, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale –. Manca solo la formalizzazione del piano, ma intanto noi stiamo lavorando per chiarire a tutte le scuole che cosa succederà il prossimo anno». Il primo adempimento formale in giunta a Palazzo Isimbardi. Poi il documento proposta verrà trasmesso alla Regione per il suo varo definitivo. Come cambierà dunque il sistema scolastico di secondo grado superiore a Milano e provincia? Sembra di capire che il criterio adottato in questa complessa operazione sia stato quello di recuperare il più possibile le esperienze formative già in atto. «C’è sostanzialmente una conferma dell’esistente senza fare avventate rivoluzioni – aggiunge la Pupazzoni –. In pratica abbiamo inquadrato gli indirizzi sperimentali esistenti nei nuovi orientamenti». Dice Annamaria Indimineo, una preside della task force: «Si vanno a confermare gli indirizzi in atto rendendoli coerenti con i nuovi orientamenti. Due le novità significative: il cambio dei nomi degli indirizzi, ma soprattutto la diminuzione del numero di ore settimanali. Un’innovazione che per gli studenti non creerà particolari traumi e che alla fine si ripercuoterà solo sui posti. Molti insegnanti andranno in soprannumero per il calo delle cattedre». E saranno sacrificate anche alcune discipline. Tendenze che già vedono i sindacati sul piede di guerra ma che non sembrano allarmare l’assessore comunale Mariolina Moioli: «Per le prime classi del liceo linguistico Manzoni ad esempio rispetteremo la riforma e le norme statali vigenti. Il prossimo anno saranno 9, al posto delle attuali 10, con lo stesso numero di alunni, 250. Nessun insegnante perderà il posto. Il nostro obiettivo è fare della Manzoni un’eccellenza vera». Poi l’assessore ha risposto alla proteste degli studenti delle civiche: «Stiamo costruendo la nuova sede del liceo in via Deledda», ha spiegato l’assessore alla delegazione composta da quattro alunne del terzo, quarto e quinto anno durante un incontro negli uffici di largo Treves. «I lavori saranno completati entro la primavera del 2011».