La tassa regionale sui medicinali per coprire il deficit fa già discutere

Non si sono ancora spente le polemiche per il ticket sulle visite non urgenti al pronto soccorso che già se ne accende una nuova sull’ipotesi, paventata dalla Regione Lazio, di introdurre un ticket di 2,5 euro sui farmaci, una misura che dovrebbe servire a tenere in piedi i traballanti conti della sanità regionale ma che già prima di essere varata è stata pesantemente criticata.
Intanto le associazioni dei consumatori dicono la propria sul ticket di 25 euro per le visite nei reparti d’emergenza ai «codici bianchi». Ieri l’Aduc ha bocciato il provvedimento inserito nell’ultima Finanziaria definendolo «l’ennesima bufala» e sottolineandole non solo l’iniquità ma soprattutto l’inefficacia. «Per classificare un codice - rimarca il segretario dell’Associazione per i diritti degli utenti e consumatori, Primo Mastrantoni - occorre una visita al paziente, il quale successivamente sarà invitato a pagare. Se non ha i soldi occorrerà mettere in moto tutte le procedure amministrative interne ed esterne, compresa quella dell’ingiunzione di pagamento e del pignoramento dei beni. Se il paziente vuole pagare, occorre che ci sia una cassa aperta 24 ore su 24 in tutte le strutture sanitarie di pronto soccorso, anche quelle minori, il che si aggiunge ai costi precedenti». Insomma, un iter decisamente complesso. Che, secondo l’Aduc, «costa» ben più dei 25 euro incassati. «Allora a che serve - si chiede Mastrantoni - far pagare una prestazione se l’insieme dei costi sostenuti dalla pubblica amministrazione è maggiore della tassa?». In particolare nel caso del Lazio l’Aduc prevede un sicuro aggravio di spesa per le strutture sanitarie regionali. Invece di puntare su un miglioramento dei servizi, conclude Mastrantoni, «si sceglie la strada di una tassa iniqua e inefficace. Che dire, per un Governo che ha fatto del “sociale” un punto qualificante del suo programma non c’è male».
Da un ticket all’altro. Più che con Palazzo Chigi se la prende con la Giunta Marrazzo Stefano De Lillo, vicepresidente della Commissione regionale sanità, che concorda con l’Aduc sul rischio che il ticket sul pronto soccorso possa peggiorare i conti, e stigmatizza poi la «tassa» regionale sui farmaci in arrivo. Peggiore del ticket per fasce introdotto con Storace. «Sarà indubbiamente un provvedimento impopolare - chiosa De Lillo - stridente con l’effetto demagogico con cui l’amministrazione aveva trionfalmente eliminato il ticket sui farmaci da noi introdotto: oltretutto sarà ben più gravoso di quello eliminato, che riguardava solo i più abbienti».
Critico con il futuro ticket sui medicinali anche il Codici: «Siamo arrivati a un punto in cui ci si inventa qualsiasi escamotage per far quadrare i conti della sanità, privando il cittadino del diritto alla salute», dichiara il segretario nazionale del Coordinamento diritti del cittadino, Ivano Giacomelli. «È inammissibile - conclude - che il cittadino debba non solo pagarsi le cure, ma anche contribuire a “tappare” i buchi causati da amministrazioni poco efficienti e da gestioni irresponsabili».