«Tassa soggiorno, Imu e Area C sono il funerale del commercio»

«Sommata all’Imu e al pagamento dell’Area C, per l’accesso alla zona a traffico limitato, la nuova tassa di soggiorno che vuole mettere il Comune di Milano rischia di fare il funerale ai commercianti». Lo sostiene il capogruppo leghista in Consiglio comunale, Matteo Salvini.
L’europarlamentare e neosegretario della Lega lombarda ha illustrato le «richieste» di modifica della nuova tassa che dovrebbe essere approvata entro fine luglio, in una conferenza stampa col collega, Alessandro Morelli, e l’assessore leghista in Provincia di Milano, Stefano Bolognini. «Sull’Imu chiederemo che vi siano tutte le detrazioni possibili - ha spiegato Salvini - in particolare sugli immobili commerciali».
Riguardo alla tassa di soggiorno, Morelli ha poi sintetizzato i contenuti degli oltre 100 emendamenti presentati dalla Lega in Consiglio comunale, che saranno discussi nella seduta odierna. «Chiediamo l’esclusione dal pagamento dell’imposta nei periodi di bassa stagione, cioè luglio, agosto, metà dicembre, la prima decade di gennaio e tutti i fine settimana», ha detto. «Poi, l’introduzione del limite massimo di due notti - ha continuato -, la creazione di tre zone in cui la tassa sia applicata in maniera differenziata per tutelare le strutture ricettive di periferia, e la non retroattività dell’imposta sulle prenotazioni precedenti alla sua introduzione». Altre richieste: la «creazione di un tavolo con rappresentanti della parti sociali e di categoria per concordare gli investimenti da promuovere nel settore con i proventi dell’imposta, un agio del 5% dell’importo totale del gettito per struttura a fronte di maggiori costi di gestione e di commissione di carte di credito e un’esenzione totale per i volontari della protezione civile e le associazioni, nei casi di calamità o grandi eventi». «Quella che vogliono applicare a Milano», ha sostenuto Bolognini, «è tra le tasse di soggiorno più care in Italia». «È una tassa - ha proseguito - che il Comune ha scelto in autonomia, penalizzando gli esercenti e le associazioni di categoria, in un momento di crisi».