Tassa di soggiorno, un’incognita sul futuro del turismo a Roma

Prende corpo la protesta contro una delle voci più controverse della legge finanziaria all’esame in questi giorni della Camera dei deputati. Si tratta della cosiddetta «tassa di soggiorno» che i turisti dovrebbero pagare per ogni giorno passato nei comuni che decidessero di applicarla. L’importo potrà essere al massimo di due euro per i comuni più piccoli ma può salire fino a cinque per le grandi città interessate al flusso turistico come Venezia, Firenze e Roma.
Tra le prime voci a bocciare questa voce della Finanziaria è Marco Marsilio, capogruppo di Alleanza Nazionale al Consiglio comunale della Capitale. «Questa tassa - spiega l’esponente di An - rischia di infliggere un colpo pesante a uno dei pochi settori che in questi anni è stato in grado di registrare una grande crescita, ovvero il turismo. È una assoluta miopia rischiare di compromettere lo sviluppo di un settore trainante per esigenze di cassa, trasformando gli albergatori in esattori».
«Si tratta - ha aggiunto Marsilio - di un provvedimento che delude fortemente il comparto turistico e la categoria degli albergatori, che negli ultimi anni è stata blandita dalla sinistra, soprattutto a Roma e nel Lazio, fino a convincere esponenti prestigiosi e molto in vista a spendersi personalmente per il centrosinistra nelle liste collegate al sindaco. Oggi essi si sentono traditi e avvertono che la loro fiducia è stata evidentemente mal riposta»
L’esponente di An ha anche annunciato che verranno promosse nei prossimi giorni alcune iniziative per dimostrare il sostegno del suo partito alla categoria degli albergatori .
Più cauto il giudizio di Gianluca Quadrana, capogruppo in Campidoglio per la Rosa nel Pugno. «Il Campidoglio non sarà insensibile alle richieste degli operatori turistici - dice il consigliere -, ma fa sorridere quando qualcuno dipinge la tassa di soggiorno, inserita nella finanziaria, come una sorta di “lacrime e sangue”».
«I turisti - ha aggiunto Quadrana - non si tireranno indietro se con un piccolissimo contributo vedranno migliorare e potranno usufruire di servizi efficienti e di un decoro urbano a livello europeo. La tassa di soggiorno dovrà essere applicata dagli alberghi da tre stelle in su salvaguardando così i meno abbienti e comunque ne saranno esenti i giovani, gli studenti e gli anziani. Del resto non bisogna essere dei grandi esperti per capire che le città d’arte, a cominciare da Roma, pagano un contributo non indifferente per la grande massa di visitatori».