«La tassa sui ricchi in Sardegna colpirà le seconde case dei liguri»

Il «vulcano» Anna Massone difende i consumatori dal governatore-tiranno Soru

Il nuovo governo si deve ancora insediare, ma gli aumenti post elettorali minacciati da Prodi & compagni cominciano ad arrivare per vie traverse anche in Liguria.
La notizia della stangata sulle seconde case comminata dal presidente «unionista» della Regione Sardegna, Renato Soru, ha impiegato poco ad attraversare il mare e a sbarcare in territorio ligure dove si sentono già le grida delle vittime dei nuovi aumenti. A quanto pare, i lamenti dei primi mazziati dalla «tassa sui ricchi» non vengono dai paperoni di Portorotondo, ma dai proprietari di case che hanno lavorato una vita per permettersi un monolocale in Sardegna in cui trascorrere vacanze e vecchiaia.
Questo è il risultato della decisione della giunta regionale sarda che stava discutendo questa tassa sul lusso (vero o presunto, non fa differenza) da gennaio, ma che ha aspettato l’esito delle elezioni per comunicare che basterà avere un bilocale fino a sessanta metri quadrati entro i tre chilometri dalla costa per dover sborsare 900 euro in più all’anno.
L’Associazione Voglio Vivere, per voce della vulcanica e tuonante - così si autodefinisce - Anna Massone, parte all’attacco gridando che si tratta di «un vero e proprio furto, altro che di piccolo contributo». Una stangata che secondo Anna Massone colpisce «operai, pensionati e ceto medio, oltre i ricchi naturalmente, che però a parità d’importo, preferiranno solo per una questione di principio andare in Grecia, alle Maldive o a Santo Domingo». Un aumento che potrebbe mettere in crisi il turismo di una regione che di fatto basa la propria economia - che già di per se stenta a decollare - proprio sui villeggianti che lì trascorrono le ferie per poche settimane all’anno.
Chi protesta indica una lunga lista delle ragioni per cui questa «manovra politicamente errata» rischierebbe di compromettere a molti le vacanze in Sardegna. Non solo una località che offre poche infrastrutture e servizi con gli aumenti dei prezzi rischierebbe di diventare facilmente sostituita dalle altre numerose destinazioni parimenti appetibili, ma gli aumenti danneggerebbero per un effetto a catena tutti i turisti indistintamente. Non solo quindi i «fortunati» che possiedono un appartamento ma anche tutti i liguri e non solo che vorranno affittare un appartamento per pochi giorni, visto che quasi sicuramente i prezzi subiranno un rialzo. Manovra dunque estremamente pericolosa dal momento che un ipotetico calo del turismo in Sardegna rischierebbe di mettere in ginocchio tutti i residenti che vivono di terziario, ossia la quasi totalità degli abitanti.
Si attendono ripercussioni, dunque, anche in Liguria dove varie associazioni guidate dalla stessa Massone preparano battaglia nei confronti di questa tassa patrimoniale definita anche «palesemente incostituzionale».