Una «tassa» sul debito

da Milano

La commissione di massimo scoperto (Cms) è un onere aggiuntivo che la banca applica al cliente sul massimo saldo debitore presentato dal conto corrente nel trimestre, cioè sull’importo più elevato a debito del correntista. La Cms si aggiunge al normale interesse passivo pagato sul debito: la sua entità varia a seconda della banca e del conto. Le condizioni di applicazione cambiano, inoltre, a seconda se il conto è «affidato», se cioè esiste un fido, oppure no. Il fido, o scoperto di conto, è la forma di finanziamento in conto corrente più diffusa: la banca offre la possibilità al suo cliente titolare di un conto corrente di effettuare prelievi e pagamenti anche oltre la disponibilità di conto («andare in rosso» come si dice comunemente) fino a un ammontare massimo prestabilito, che viene poi rimborsato. A seconda del contratto stipulato con la banca, la Cms viene applicata sul saldo debitore più elevato, cioè sulla «punta» di massimo utilizzo, anche se si resta entro i limiti del fido concesso, oppure - nei casi più favorevoli - solo se viene sforato l’importo concordato. L’esenzione dalla commissione di massimo scoperto viene solitamente concessa nell’ambito di particolari convenzioni, che la banca ad esempio riserva ai correntisti dipendenti di un’azienda per fidelizzarli. Se non c’è un fido prestabilito, la commissione di massimo scoperto scatta quando il conto va in rosso.