Tassa sul turismo, stranieri in fuga

da Roma

La Finanziaria del governo Prodi potrebbe dare il colpo di grazia al già traballante matrimonio tra i turisti tedeschi e il Bel paese. Ormai da tempo le associazioni dei consumatori della Germania criticano l’offerta turistica italiana. «Paghiamo una Ferrari e ci date una cinquecento», è più o meno l’argomentazione. E ora, con la manovra varata dal governo di centrosinistra, arriva la notizia che per compensare il taglio ai trasferimenti dallo Stato agli enti locali, le città potranno imporre ai visitatori una tassa di soggiorno. Magari sotto forma di un ticket da cinque euro al giorno per chiunque metta piede in una località turistica o una città d’arte dello Stivale.
La prospettiva di un giro di vite fiscale di questo tipo non è piaciuta a quattro colossi dei viaggi del calibro di Tui, Rda, Dertour, Silverjet e Langhout, che hanno deciso di inviare una lettera al governo italiano con l’obiettivo di bloccare la nuova imposta. Stesse finalità e stesse argomentazioni dei tour operator statunitensi e giapponesi che nei giorni scorsi hanno inviato al governo italiano missive dal tono simile.
Le tesi dei tour operator, anticipate dal quotidiano economico Il sole-24 ore, non lasciano spazio a dubbi. La tassa di soggiorno danneggia in maniera pesante l’immagine dell’Italia sui mercati e non potrà non avere ripercussioni sui nuovi arrivi. Anche perché l’Italia è già considerata una delle destinazioni turistiche più care e il carico fiscale rischia di rafforzare questa fama, favorendo altre destinazioni turistiche mediterranee con un rapporto qualità-prezzo migliore rispetto al nostro. L’idea di perdere i turisti tedeschi spaventa in primo luogo gli operatori italiani. Tanto che ieri, appena resa nota la notizia dell’offensiva dei tour operator tedeschi, l’assessore al turismo della Provincia di Rimini Andrea Gnassi e il vice sindaco della città Maurizio Melucci, si sono affrettati a diramare un comunicato nel quale si assicura che nelle «località della Riviera di Rimini i turisti non troveranno mai, ribadiamo mai, la sgradita sorpresa della tassa di soggiorno».
Se ci sono città che già stanno pensando al biglietto di ingresso, a Rimini «stiamo già preparando nuove offerte all inclusive (volo, pernottamento e altri servizi) che abbatteranno ulteriormente i costi ed eleveranno la qualità del soggiorno nella Riviera di Rimini».
Chi invece conferma l’idea di attingere al portafogli dei turisti è il vicepremier e ministro della Cultura Francesco Rutelli che ieri ha ammesso che la tassa di soggiorno potrà essere modificata. L’idea del leader della Margherita è «che, anziché prevedere una forma di imposizione generalizzata, sarebbero preferibili dei meccanismi di tariffazione sull'intera filiera, e non solo su alberghi e pubblici esercizi». Questo per venire incontro alle grandi città «che pagano di più il consumo fisico del turismo mordi e fuggi», e che per Rutelli «hanno il diritto di vedersi in parte remunerato questo costo, a condizione che reinvestano i proventi nel miglioramento dell'offerta turistica». Quanto alla tassa di 5 euro, aggiunge: «È una cifra massima, una previsione facoltativa che solo alcune città applicheranno ma che per altre sarà pari a zero».