Tasse, la Corte dei conti smentisce Visco

Fabrizio Ravoni

da Roma

Ennesimo Visco Day. Il viceministro dell’Economia non abbandona la ribalta. Prima si difende: chi mi accusa di voler introdurre un Grande fratello fiscale - dice - sono gli amici degli evasori. Poi passa all’attacco: per troppi anni non sono state fatte verifiche tributarie, ma solo condoni e sanatorie; e la stampa ha taciuto. Passano pochi minuti e la Corte dei conti annuncia che fra il 2003 e il 2005 i controlli fiscali condotti dall’Agenzia delle entrate sono aumentati del 38,9%; e che fra il 2004 e i primi mesi del 2006 siano state effettuate 1.877 verifiche Iva che hanno portato a individuare un’evasione per 2,3 miliardi di euro.
Lo sfogo. Al centro della polemica di questi giorni c’è la creazione di quel che, per semplicità, viene definito il Grande fratello fiscale. Vale a dire la trasformazione dell’anagrafe tributaria: non più una banca dati concentrata sulle imposte, ma sui contribuenti. Un cambiamento che il ministro dell’Economia può realizzare per via amministrativa (non serve una legge). E che trova il sostegno di Antonio Di Pietro: è una buona idea, dice. In effetti - spiega Visco - «io non l’ho mai presentata come un’innovazione». Si tratta di «una razionalizzazione dei dati già esistenti in modo da poter digitare un nome per sapere quel che succede a lui, alla sua famiglia: una forma di controllo». Del fisco nei confronti dei contribuenti. «La paura - aggiunge - viene diffusa ad arte dagli amici degli evasori. Non faremo niente che possa danneggiare chi paga le tasse e non faremo niente che non viene già fatto nei paesi civili». Secondo il viceministro, la polemica è stata innescata dalla stampa, rea - a suo parere - di «non essersi mai occupata, non ha mai fatto critiche a chi aveva introdotto il condono come mezzo ordinario di pagamento delle imposte». Lo sfogo contro la stampa prosegue: «Sono scandalizzato - sottolinea - per come si è stati in silenzio per cinque anni e per come si è ipersensibili adesso che semplicemente si rimettono a posto le cose». Forse Visco per cinque anni non ha letto i giornali.
Nella vis polemica, il viceministro inserisce anche le parti sociali e la richiesta di concertazione che sale dalle diverse categorie. Finora - dice - «non abbiamo fatto altro che parlare con le parti sociali, passeremo settembre a fare riunioni. Parliamo in continuazione, c’è questa retorica del tavolo... ».
Capitolo evasione. È il leitmotiv del viceministro. Non mi sorprendo - commenta - che siano stati fatti pochi controlli, «il metodo delle verifiche è proprio quello che vogliamo cambiare». In questi anni (facendo riferimento alla precedente legislatura) «non si è controllato molto. Spesso si è fatto finta. Il problema è che non si sono fatte verifiche, ma condoni e sanatorie. Bisogna cambiare registro».
Nemmeno a farlo apposta, la Corte dei conti comunica che solo nel 2005 l’Agenzia delle entrate ha effettuato 98.116 controlli fiscali, con un incremento del 32,7%. Fra il 2003 ed il 2005, l’aumento è stato del 38,9%. Non solo. Dei quasi 100mila controlli effettuati lo scorso anno, solo 3mila sono stati di carattere generale. Un particolare non secondario. Infatti, la magistratura contabile osserva: «nell’attività di tutela delle entrate e di lotta all’evasione prosegue la linea di tendenza a sostituire le verifiche di carattere generale con controlli mirati nei confronti di soggetti a maggior rischio di evasione». E proprio questa strategia seguita dall’Agenzia delle Entrate ha permesso di individuare un’evasione Iva pari a 2,3 miliardi di euro. Benché Visco dica che i controlli sono stati carenti nel quinquennio precedente, fra il 2004 ed i primi sette mesi di quest’anno sono state avviate 1.877 verifiche Iva. Di queste, 538 quelle effettuate nel 2004 (che hanno portato alla scoperta di un’evasione di 1,48 miliardi di euro); 984 nel 2005 e 355 controlli sono stati effettuati da gennaio a luglio 2006.
Sempre la Corte dei conti rileva come siano aumentati del 62% gli incassi da pignoramenti, effettuati attraverso i concessionari. Si tratta dei primi effetti della nascita di Riscossione spa. Piccolo particolare. Riscossione spa è una società pubblica destinata a sostituire i concessionari privati, ed è stata introdotta con la legge finanziaria di quest’anno, presentata dal precedente governo.