Tasse, il governo studia l’aumento dell’Iva

Sulle pensioni il Fmi invita a completare la riforma Maroni

da Roma

Nessuna sorpresa clamorosa. La due diligence sui conti pubblici dovrebbe confermare a legislazione vigente un deficit al 4,1-4,2 per cento rispetto al Prodotto interno lordo. Quindi la percentuale attesa anche da Bruxelles. Il ministero dell’Economia sta terminando la valutazione sullo stato dei conti pubblici descrivendo anche lo scenario che comprende le spese non previste come i trasferimenti per Anas e Ferrovie e in questo caso il rapporto deficit-Pil lieviterebbe. Le indiscrezioni danno percentuali tra i 4,5 e 4,8 punti. Ma questa tesi è già stata criticata dai precedenti inquilini del ministero dell’Economia, a partire dall’ex viceministro Giuseppe Vegas, secondo il quale l’ultima finanziaria stanziava anche risorse per strade e ferrovie. È probabile che questa discordanza tra la versione del governo Berlusconi e quello di Prodi non si esaurisca con la presentazione della due diligence.
Nonostante le smentite e le pressioni di chi è contrario ad un’eventuale correzione dei conti prima, di manovra si continua a parlare. Si parla - anche in questo caso di tratta solo di indiscrezioni - di una manovra da 5-7 miliardi. E cominciano anche le schermaglie dentro il governo sulle misure da adottare. La Margherita chiede di accogliere il suggerimento di Confindustria e quindi aumentare l’Iva di un punto dal 20 al 21 per cento. Oppure, in alternativa, una modulazione dell’imposta indiretta specifica per alcune categorie di merci. Il viceministro Ds Vincenzo Visco mira invece a un’alternativa puntando sui crediti Iva, colpendo l’elusione fiscale delle società immobiliari e delle microimprese.
Un quadro più preciso emergerà nel corso delle riunioni dell’Eurogruppo e dell’Ecofin, in programma a Bruxelles il 6 e 7 giugno prossimi, dove il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa porterà i risultati della commissione.
Che sulle ricette da adottare non ci sia unità di intenti emerge dalle parole di Daniele Capezzone: «occorre aiutare e sostenere il ministro Padoa-Schioppa», ha detto l’esponente della Rosa nel pugno attirandosi le critiche di Marco Rizzo dei Comunisti Italiani. Contro un’eventuale manovra correttiva si è schierato di nuovo il sottosegretario all’Economia Paolo Cento.
Intanto un altro invito a non abbassare la guardia sul fronte delle pensioni è arrivato dal Fondo monetario internazionale che invita semmai a completare la riforma Maroni. L’Fmi si occupa anche di contratti di lavoro e suggerisce di rafforzare quelli aziendali e regionali.