Tasse, gli italiani si sentono tartassati

Indagine Confcommercio: il 76,9% degli italiani si sente spremuto dal fisco. Uno su due non crede che la pressione fiscale diminuirà in questa legislatura

Milano - Per il 76,9% degli italiani le tasse che pagano non sono considerate "eque e giuste", e il 48,8% considera il livello della tassazione molto pesante (a cui si aggiunge un 43% che la considera abbastanza pesante). Sono alcuni dati sulla pressione fiscale e la percezione degli italiani diffusi da un’indagine di Confcommercio, condotta su un campione di 1311 persone. Infatti il 53,7% degli intervistati si colloca nella fascia che percepisce una pressione fiscale fra il 21 e il 40% e il 15% circa fra il 41% e il 50%. La pressione fiscale è aumentata con la Finanziaria 2007 per il 54,7% degli italiani e il 51,4% non crede che le tasse saranno abbassate durante questa legislatura. L’evasione fiscale (con l’elusione e il "nero") viene considerata una patologia di tutta la società italiana da oltre tre quarti del campione, mentre il rimanente 25%, che considera questi fenomeni attribuibili solo ad alcune categorie sociali, indica, sovvertendo i luoghi comuni, i liberi professionisti in primis (35%),e a seguire imprenditori (25,7%) e commercianti (25,2%).

"Servono norme più semplici" Un focus su imprenditori e lavoratori autonomi evidenzia che è prioritario, per un fisco più giusto ed equo, intervenire sulla semplificazione delle norme e degli adempimenti (77,6%) e ridurre la pressione fiscale (66,7%). Gli stessi operatori economici hanno le idee chiare, dovendo scegliere, su quali aliquote dovrebbero essere tagliate: fra Irap e Ires il 64,4% sceglie una diminuzione dell’Irap, fra Irpef e Irap il 67% sceglie l’Irpef.

Veltroni: "Giusto e possibile abbassarle" Le condizioni per abbassare le tasse "ci sono". Lo sostiene il candidato in pectore alla guida del Pd, e sindaco di Roma, Walter Veltroni rispondendo ad un sondaggio di Repubblica.it. Per Veltroni "il risanamento dei conti pubblici deve continuare e il debito va abbattuto, ma mentre si fa questo possiamo iniziare a ridurre le tasse, cominciando dalle famiglie e dalle imprese. Possiamo farlo - spiega - perché il gettito è aumentato grazie alla crescita dell’ultimo anno e soprattutto grazie al recupero dell’evasione e ad un maggior rispetto delle norme fiscali che si sta già verificando".

"È giusto farlo, perché gli italiani pagano troppe tasse e perché - continua Veltroni - alleggerire il peso della pressione fiscale può contribuire a sostenere la ripresa. Se tagliamo l’Ires alle imprese, le mettiamo in condizione di competere meglio con i loro concorrenti internazionali, che stanno già beneficiando di misure simili, e di scegliere la via degli investimenti, dell’innovazione e della creazione di occupazione". "Se diamo una 'dote fiscale' per i figli e la famiglia, che riduce automaticamente l’imposta sui redditi e diventa un contributo monetario per chi ha redditi al di sotto del minimo imponibile - continua il sindaco - diamo un aiuto concreto a milioni di italiani che hanno perso potere d’acquisto e sosteniamo quelli che sono scivolati in una condizione di povertà".