Tasse più alte per gli ambulanti: "Sarà sciopero delle bancarelle"

LA POLEMICA Stangata di Palazzo Marino. Il Comune pronto a ritoccare i canoni per l’occupazione del suolo pubblico Per i dehors in centro fino al 227% in più. I commercianti: «Presi in giro»

Se ne vanno sbattendo la porta. E urlano che «questa giunta di sinistra sta prendendo una cantonata, se passa la stangata faremo molto peggio degli indignados». Sono infuriati i rappresentanti di Confesercenti, Unione del commercio, Assoedilizia, ma più di tutti si fa sentire il rappresentante degli ambulanti Giacomo Errico che avverte: «Se il provvedimento va in aula così, da lunedì facciamo lo sciopero dei mercati, non ci facciamo prendere in giro». Finale di una Commissione commercio convocata a Palazzo Marino ieri pomeriggio sul nuovo regolamento e le tariffe della Cosap, la tassa di occupazione del suolo pubblico. Il documento, per dire, che ha già fatto discutere per il ritorno del canone passi carrai dopo 10 anni (era stata eliminata nel 2001 dall’allora sindaco Albertini). L’assessore Franco D’Alfonso fa pressing: il regolamento è già stato votato in giunta e lunedì vuole dargli il via libera in consiglio. Ieri l’incontro riservato con le categorie dei commercianti gli aveva fatto capire che aria tirava («un “leggero” dissenso sulle tariffe» riferisce), ma è in commissione che si alza la tensione. Ambulanti e Unione del commercio hanno fatto una stima degli aumenti secondo la divisione in 57 microzone ipotizzata dalla giunta Pisapia. In vie centrali come corso Vittorio Emanuele, riferiscono, «gli aumenti della tassa sui dehors arriveranno fino al 227%». I mercati cittadini? Il canone per occupare salirà se va bene del 50%, ma anche del 120%. Alcuni esempi: in viale Papiniano si passerà da 450 a mille euro l’anno, in piazzale Lagosta da 380 a 1.200 euro, in San Marco da 500 a 1.600 euro. Cifre che l’assessore non smentisce, ma «si tratta di pochi euro al giorno se vengono spalmati». Si tratta invece di rincari, gli ribattono, che dai bar che hanno tavolini e sedie all’aperto agli ambulanti che vendono abiti e prodotti, saranno recuperati attraverso gli scontrini. «I consumi sono in calo, per noi questa stangata sulla Cosap è inaccettabile - fa presente il direttore di Confesercenti Pietro Rosa Gastaldo - i negozi di vicinato saranno costretti ad aumentare i prezzi con ricadute sulle fasce deboli. Possiamo accettare un aumento fino al 15% e spalmato nel tempo. Ma non si possono scaricare sempre i problemi di bilancio sulle piccole imprese». D’Alfonso rivedrà le categorie domani ma non lascia grossi margini di contrattazione e preme, «dobbiamo votare entro il 15 dicembre. A me risulta che gli indignados - ironizza - non abbiano soldi e soprattutto non affittino le licenze per i mercati, sono altre le ragioni per indignarsi». Ma persino il Pd Emanuele De Lisi lo invita a una rivalutazione, «in un momento di crisi dobbiamo essere cauti, si può fissare una tariffa più morbida e semmai alzarla e aumentarla quando il mercato sarà di nuovo in espansione». Il Pdl Pietro Tatarella annuncia che il centrodestra «si farà sentire in aula da lunedì, se l’assessore ha tutta questa fretta di stangare i commercianti». E Alfredo Zini dell’Unione del commercio accusa l’assessore: «Qualcuno dovrebbe fare un corso da amministratore, non si può arrivare agli incontri senza neanche portare i documenti. Non è il modo di trattare con le imprese e con i cittadini».